CLASSIFICA DA SOGNO, MA NON E' TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA...

11.11.2018 23:00 di Valerio Vicinanza  articolo letto 821 volte
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
CLASSIFICA DA SOGNO, MA NON E' TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA...

Vedere la Salernitana al terzo posto in classifica fa un certo effetto e regala grandi emozioni ad una piazza che merita di sognare in grande. Obiettivo centrato per i granata, che riescono a riscattare prontamente lo stop di Venezia battendo tra le mura amiche uno Spezia mai domo e concedendosi, così, una sosta ben più serena. Ma le note positive si fermano qui (e non è poco, certo), perché la gara con i liguri ha destato non poche perplessità. Come nella sconfitta, così anche nel successo non è giusto limitarsi al solo risultato, che, talvolta, può trarre in inganno.

Diciamocelo, la vittoria sullo Spezia - che accogliamo tutti ben volentieri - non è stata delle più meritate, per usare un eufemismo. A deludere non tanto la prestazione sul piano squisitamente tecnico, quanto, piuttosto, dal punto di vista dell'atteggiamento in campo, apparso fin troppo remissivo, nonostante il vantaggio, ottenuto dopo appena 15 minuti, e la superiorità numerica di oltre un tempo. Nella ripresa la squadra, quando avrebbe dovuto affondare il colpo per chiudere la contesa, è andata in "risparmio energetico", badando a gestire il risultato, ma non finendo col concedere fin troppo campo agli uomini di Marino, che, invece, non hanno mai rinunciato ad imporre il proprio gioco con personalità e qualità, nonostante tutto. I numeri, in questo senso, sono a dir poco impietosi: 33 a 67 per i liguri il dato sul possesso palla, 6 a 10 quello relativo alle conclusioni, 4 a 10 per quanto riguarda i corner. A salvare i granata ci hanno pensato la traversa, sulla punizione di Galabinov, e un super Mantovani, a dir poco provvidenziale nell'anticipo su Bidaoui, evitando un pareggio giusto ma che avrebbe avuto dell'incredibile. Tanti i palloni sparati in curva dai granata negli ultimi minuti, altrettanti quelli regalati all'avversario (si pensi all'indisponente rilancio di un solissimo Di Tacchio nella terra di nessuno), segnale di una scarsa lucidità mentale. Pur con tutte le attenuanti del caso - i bianchi erano più riposati, venendo da una settimana di totale riposo, e Colantuono ha dovuto far fronte a diverse defezioni - una Salernitana così rinunciataria, contratta e timorosa, ha spiazzato in tanti, dai tifosi agli addetti ai lavori, che, dopo i primi 45', si sarebbero attesi ben altra prova.

In ogni caso la sosta potrà venire in aiuto dei granata, che necessitano di tirare il fiato e recuperare pedine importanti. Ma sarà fondamentale mediatare sugli errori commessi negli ultimi due turni, specialmente nella gestione del possesso, che una squadra dalle ambizioni promozione, non può assolutamente permettersi.