IL MAGNO, IL CONSOLE E L'ESPERTO: LA SALERNITANA E' IN BUONE MANI

Nato a Roma nel 1943 - Laureato in Economia e Commercio - Editorialista di TuttoSalernitana.com
17.08.2018 13:00 di Vittorio Galigani  articolo letto 2097 volte
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
IL MAGNO, IL CONSOLE E L'ESPERTO: LA SALERNITANA E' IN BUONE MANI

La Salernitana come le tessere di un mosaico. Tutte, una dopo l’altra, si vanno ad incastonare al posto giusto. L’approccio è dei migliori. Sembrerebbe che le promesse di Lotito e Mezzaroma possano essere mantenute. Una squadra composta a più mani. Ambiziosa. Pronta ad inserirsi nella lotta per il primato. Con la capacità del console Angelo. Con l’ausilio dell’esperienza tecnica messa a disposizione da Colantuono. Per la salute del bilancio e la “quadratura” dei conti ci penserà il “magno”. Colantuono, appunto, avrà a disposizione una rosa competitiva. A lui il compito delle scelte tattiche più idonee. Diuric e Jallow, gli ultimi arrivati, si integrano alla perfezione per caratteristiche tecniche e fisiche. Sull’ex Bristol si potrà obiettare che vede poco la porta avversaria, ma la sua forza fisica e la qualità da lui offerta nel gioco aereo si dimostreranno di grande utilità non solo per il reparto avanzato. Se poi, al chiudere della campagna trasferimenti, come nelle previsioni, si arrivasse anche a Ceravolo non rimarrebbe che complimentarsi con la proprietà e con il console Angelo. Il mosaico si impreziosirebbe di una tessera di grande qualità in fase realizzativa. Chissà che i cento anni della Salernitana non rappresentino veramente quelli del tanto desiderato ritorno nella massima serie. Mezzaroma e Lotito hanno il colpo in canna. Auguriamoci che siano dotati della mira migliore. Alla luce degli ultimi eventi inevitabile non addentrarci nell’argomento campionato. Del Format. La decisione di Fabbricini di chiudere ai ripescaggi ha stravolto tutte le regole. Non si possono fare, nel mese di luglio, comunicati che fissano le norme dei ripescaggi e poi smentirsi, con una grande faccia di bronzo, a metà agosto. Il tutto dopo aver incassato denaro importante (700 mila euro in contanti) e ricevuto fidejussioni, per un totale complessivo di circa 2 milioni di euro, da ogni club che entro il 27 luglio ne aveva avanzato richiesta. 

In tutte le vicende esistono i pro ed i contro. Si dirà che, con 19 squadre, saranno disponibili circa 700 mila euro in più per ogni club. Asserzione valida, ma contestabile in quanto mancheranno gli incassi di tre partite casalinghe. L’accordo sui proventi televisivi con Dazn dovrà essere ristrutturato al ribasso (prevedeva un minimo contrattuale di 20 squadre). Alla resa dei conti l’utile nei ricavi sarà ridimensionato e probabilmente anche in misura notevole. Viene allora da chiedersi se valeva la pena di sollevare tutto questo polverone. Arrivando alla compressione immediata e traumatica del format, che sostanzialmente tutti volevano nei tempi e nei modi adeguati, calpestando ogni regola. Con nessuna sensibilità e rispetto del sistema. 19 o 22 squadre, quelle che saranno. Solo al termine dell’attuale stagione sportiva si potrà valutare l’utilità ed i risultati (in soldoni) ottenuti. Per ora si evidenzia soltanto tanta confusione. A tutti i livelli. Si è anche detto che si è presa quella decisione per accelerare l’inizio del campionato. Difficilmente però si andrà in campo, per le gare d’esordio, il 26 agosto prossimo.

Lo sciopero (annunciato) dei calciatori ed una marea di ricorsi, pendenti, provocheranno l’inevitabile rinvio. Probabilmente sino a dopo il prossimo 7 settembre. Dopo il pronunciamento, l’ennesimo, del Collegio di Garanzia del Coni. Le recenti esternazioni del presidente dello stesso Collegio, l’ex ministro Frattini, lasciano spazio anche a una possibile revisione della decisione assunta da Fabbricini. Come al ripristino del format a 22 squadre. Impossibile in ogni caso, nel presente, avventurarsi in previsioni attendibili. Il tutti contro tutti avvelena l’ambiente ed esaspera i rapporti. Penalizza in primis i tifosi. Di certo il caos provocato attorno al sistema calcio ha allertato anche le Istituzioni governative. Il Sottosegretario Giorgetti ha posto più di un accento sull’argomento e non ci si potrebbe meravigliare se imponesse a Fabbricini alcune volontà imposte dalla politica. In effetti dal calcio femminile, alle squadre B, al blocco delle 19 compagini in serie B questo commissariamento non ha certamente argomenti di cui potersi vantare. L’operato di Malagò e Fabbricini? Un tremendo flop!