ARTISTICO A TS: "Ho un grande ricordo di Salerno. Coda garanzia. Il mio gol più importante..."

 di Enrico Volpe  articolo letto 413 volte
ARTISTICO A TS: "Ho un grande ricordo di Salerno. Coda garanzia. Il mio gol più importante..."

In esclusiva per TuttoSalernitana.com è intervenuto Edoardo Artistico, tra i protagonisti della gloriosa cavalcata in serie A della stagione 1997-98 e beniamino della tifoseria granata. Con la Salernitana 53 presenze e 18 gol.

Cosa ne pensa del campionato della Salernitana e come immagina il futuro?

"Naturalmente seguo la Salernitana e devo dire che mi aspettavo di più dal campionato appena conclusosi. Di questa piazza ho grandi ricordi e posso dire che la proprietà dovrebbe puntare al massimo. Salerno lo merita per la storia e per il tifo. Per quanto riguarda il futuro è impossibile dare giudizi dall'esterno, posso solo dire che investire a Salerno è una cosa conveniente, una piazza simile in serie A può portare solo enormi vantaggi a tutti."

Cosa ne pensa di Massimo Coda? Ci si rivede un po'?

"Coda l'ho visto giocare, mi piace molto. È un attaccante completo e versatile, può fare sia la prima che la seconda punta e, soprattutto, è molto intelligente e questo fa la differenza. Gli faccio i miei sinceri complimenti."

In molti hanno rimpianto una sua mancata riconferma. Può dirci come andarono le cose nell'estate del 1998?

"A differenza di quanto si possa pensare, mi sono lasciato bene con tutti. Arrivai in B l'anno prima (1996 n.d.a.) in corso d'opera e centrammo una difficile salvezza con Varrella in panchina. Onestamente non ho mai avuto grande feeling col mister, quell'anno ci salvammo grazie al carisma di gente come Chimenti e Dell'Anno che presero la situazione in mano, come si suol dire. Per quanto riguarda la A ho preferito andare via da vincente, sapevo di aver portato a termine il mio obiettivo e decisi di sposare il progetto Torino. Rossi mi aveva comunicato che sarebbe stato felice di avermi anche in A ma, come ho detto, sentivo di aver concluso il mio ciclo vittoriosamente e ho sposato la causa Toro con cui ho centrato altri successi."

Può raccontarci un aneddoto di quegli anni?

"Con piacere. Eravamo in ritiro alla vigilia del campionato 1997-98 e con Delio Rossi si cominciava a discutere scherzosamente (ma non troppo) dei premi salvezza che avremmo dovuto ricevere in caso di risultato positivo, fu allora che il mister affermò che non era venuto a Salerno per allenare una squadra da salvezza. Quelle parole ci diedero grande autostima e una carica immensa che ci permisero di concludere al primo posto in classifica. E alla fine arrivò il premio promozione..."

Qual è stato il suo gol più bello a Salerno?

"Il gol più bello sicuramente quello contro la Fidelis Andria, in rovesciata. Il gol più importante, invece, fu a Castel di Sangro. Lì realizzai una doppietta che replicai nella gara successiva, in casa, contro il Pescara. In Abruzzo riuscì finalmente a sbloccarmi e ad entrare nel meccanismo del gioco di Delio Rossi, un gioco dispendioso ma che ha dato grandi soddifsfazioni. Quelle due doppiette mi hanno permesso di "spiccare il volo" e dare il mio contributo."