BOTTICELLA: "A Salerno gli anni più importanti della mia carriera. Tra Foggia e Salernitana spero che..."

11.05.2018 21:00 di Matteo Di Palma  articolo letto 541 volte
BOTTICELLA: "A Salerno gli anni più importanti della mia carriera. Tra Foggia e Salernitana spero che..."

Domenico Botticella, attuale preparatore dei portieri del Levski Sofia, è un importante doppio ex dell'incontro di Serie B che si terrà domani allo stadio "Zaccheria", avendo difeso i pali sia del Foggia che della Salernitana. In rossonero è cresciuto calcisticamente, e ha giocato in prima squadra nel periodo 1998-2000 oltre che nella stagione 2011-12, collezionando 44 presenze nei campionati professionistici di terzo e quarto livello. A Salerno ha conosciuto la Serie B, ottenendo 73 presenze in campionato dal 2000 al 2005. Contattato telefonicamente, ha rilasciato per TuttoSalernitana.com la seguente intervista esclusiva. 

La prossima giornata del campionato cadetto prevede l'incontro tra Foggia e Salernitana. Hai difeso i pali di entrambe le squadre, in quale delle due puoi dire di aver ottenuto maggiori soddisfazioni?
"Sono due realtà che per quanto mi riguarda hanno avuto lo stesso peso. Il Foggia, la squadra della mia città, ha inciso moltissimo per la mia crescita calcistica. A Salerno ho invece ottenuto la consacrazione: tre dei cinque anni in B con la Salernitana sono stati i più importanti della mia carriera".

A tuo avviso quali sono le differenze più importanti tra la Salernitana del tuo periodo e quella attuale?
"Penso ci sia una differenza sostanziale tra il calcio di dieci anni fa e quello di adesso. Oggi i calciatori giovani pensano di essere già arrivati, inoltre tendono a pensare solo al risultato personale, mentre prima c'era più attaccamento alla maglia. Credo che sia il sistema a portare i ragazzi verso questo modello: ormai non ci sono più calciatori "bandiera", ma giocatori che semplicemente lavorano per la società di appartenenza, magari già con l'idea di giocare altrove nella stagione successiva".

E tutto questo si ripercuote anche sulla qualità del calcio di oggi?
"Certo. La qualità dei campionati si è abbassata moltissimo, sia in quelli inferiori che in quelli superiori. Inoltre, in Italia giocano troppi calciatori stranieri. E non è un caso se la Nazionale quest'anno è fuori dal mondiale: col tempo queste cose si pagano. E' normale". 

Come valuti la tua esperienza al Levski Sofia, che stai vivendo assieme a Delio Rossi, altro storico ex della Salernitana (e del Foggia)?
"Bellissima esperienza. Ci stiamo confrontando con una cultura calcistica diversa, in cui vige una mentalità differente dalla nostra sotto vari aspetti, incluso il modo di giocare. Però ce la stiamo mettendo tutta: quest'anno ad esempio abbiamo raggiunto la finale di coppa, e in generale cerchiamo di ottenere dei risultati importanti, portando un po' della nostra cultura italiana anche qui all'estero".

Tra Foggia e Salernitana come finirà sabato? Te la senti di azzardare un pronostico, anche considerando che i dauni giocheranno in casa e possono ancora sperare in un possibile aggancio ai play-off mentre la Salernitana non ha più nulla da chiedere al campionato essendo ormai salva?
"I giocatori del Foggia avranno più motivazioni, anche se vista la classifica sarà difficile per loro ottenere l'accesso ai play-off. In ogni caso hanno disputato una stagione positiva, superiore alle aspettative, e vorranno sicuramente coronare questa ultima parte di campionato con una vittoria in casa. La Salernitana invece potrebbe essere agevolata dal fatto di non avere pressioni perché ha già raggiunto il suo obiettivo, anche se è probabile che molti giocatori granata vorranno fare bene per avere più chance di essere riconfermati. Comunque sia, considerando quello che è successo qualche anno fa tra le opposte fazioni, in particolare tra le due tifoserie, spero che sia una partita in cui vincano soprattutto lo sport e il sano divertimento".