ESCLUSIVA TS- Del Grosso: "Salerno mia seconda casa, quel gol a San Siro!". Stoccata a Cerci

15.12.2019 12:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
ESCLUSIVA TS- Del Grosso: "Salerno mia seconda casa, quel gol a San Siro!". Stoccata a Cerci

Intercettato telefonicamente dalla redazione di TuttoSalernitana, l'ex Alessandro Del Grosso fu protagonista di un famoso Crotone-Salernitana finito 3-3. I pitagorici erano in vantaggio per 3-0 grazie ad uno scatenato Sculli, ma i granata di Zeman rimontarono trascinati anche dal terzino granata. Ecco le sue dichiarazioni: "Con la pressione io giocavo molto meglio....ma pressione di che? Una città che ama la sua squadra e i suoi giocatori, che ti spinge e ti sostiene. Come in ogni famiglia ci possono stare i rimproveri più duri ai figli, se è necessario. Questo non vuol dire non nutrire affetto, un atleta che accetta di giocare per la Salernitana deve essere consapevole che la piazza è importante, esigente e può criticarti in buona fede se non vede il massimo impegno. Non è un ambiente facile, ma l'Arechi non può che essere un vantaggio. Non so cosa manchi alla Salernitana, sento opinioni discordanti tra tutt le componenti. L'ambiente va ricompattato, la società deve chiedersi cosa voglia fare da grande. Non vedo l'equilibrio necessario, anche chi non viene allo stadio ha un sentimento forte ma evidentemente non si sente stimolato. E' una città vera, un tifo vero che ti dice in faccia quello che pensa. Saranno i risultati a dover trascinare il pubblico, ma per costruire servono anche atteggiamenti giusti e prestazioni".

Inevitabile aprire l'angolo amarcord, si parla dell'eurogol siglato a San Siro contro il Milan: "Nella mia Salernitana c'era gruppo, c'era voglia di stare insieme e di aiutare i compagni che andavano in difficoltà. Potevamo giocare anche contro Ronaldo, Maldini o Zidane ma ci sentivamo i più forti di tutti. Io arrivavo dall'Avezzano e mi sono sentito immediatamente legato alla maglia, oggi i ragazzi scappano alle prime difficoltà. I problemi vanno affrontati perchè ci tenevamo alla Salernitana: dopo una sconfitta con la Reggina ci siamo riuniti all'interno dello spogliatoio per trovare le soluzioni, decidemmo insieme cosa volevamo fare da grandi. Adesso nessuno si assume le responsabilità, il calciatore di oggi non si interroga sulle proprie prestazioni ma va a lamentarsi dal procuratore. Il mio era un altro calcio, per questo la gente ci apprezzava e ci applaudiva". 

Del Grosso conclude così: "L'affetto della gente mi faceva volare, sembrava quasi che non toccassi i piedi a terra. Sono sceso in campo davanti a 40mila persone, è una sensazione unica: più gente c'è, più ci carichiamo. Ci può stare che qualcuno abbia un'ansia in più, ma ti spingevano a dare sempre il massimo. Torno al discorso di prima: oggi noto un atteggiamento diverso, di gente che non vuole affrontare le difficoltà. La tifoseria se ne accorge e si allontana. Il lavoro alla fine porta sempre i risultati, questa fase di stallo non ci deve stare mai in uno spogliatoio o in un gruppo che ha la fortuna di rappresentare la Salernitana. Non credo che Ventura abbia grosse responsabilità, ma ora si avvicina il mercato e nella testa di qualcuno possono nascere mille interrogativi che, a mio avviso, sono scuse per non giocare. Un tempo contava solo il campo: potevi sbagliare partita, ma ripartivi più forte di prima. Cerci ed Heurtaux? Posso dedurre che ci siano problemi atletici, al posto di fare figuracce hanno deciso di allungare i tempi per recuperare al meglio possibile. In due mesi, però, credo che si possa recuperare un minimo di condizione. Forse ci sono problemi di natura personale".