ESCLUSIVA TS- GENTILE: "Cerci ha sbagliato! Contestazioni? C'erano anche a Roma, bastano i risultati"

28.12.2019 13:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
ESCLUSIVA TS- GENTILE: "Cerci ha sbagliato! Contestazioni? C'erano anche a Roma, bastano i risultati"

Intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoSalernitana, l'avvocato Gianmichele Gentile si è soffermato sulla vicenda Alessio Cerci chiarendo quali possano essere gli scenari futuri: "La rescissione contrattuale per giusta causa è un aspetto che stiamo valutando in questi giorni. Cerci ha sbagliato: deve prendere consapevolezza delle proprie azioni, ha fatto una cosa che riteniamo grave. I calciatori dovrebbero capire che non possono fare sempre quello che vogliono: società e dirigenza hanno stilato un regolamento interno che vale per tutti, era necessario lanciare un segnale forte e mi sembra che si stia andando in questa direzione. Un tesserato non può utilizzare i social per comunicazioni ufficiali attinenti all'ambito Salernitana, funziona così in diversi club sportivi. Sono giorni molto particolari e quindi non so come andrà a finire la vicenda".

E se fosse Cerci, capendo di non essere più al centro del progetto, a chiedere di andare via dopo questa vicenda?

"Non so cosa possa accadere, anche perchè non conosco personalmente il giocatore.Con la società non abbiamo preso nessuna decisione ufficiale e definitiva, ci siamo limitati ad analizzare la vicenda per capire a quali organi rivolgerci e come muoverci. Non so se la proprietà accetterà una eventuale presa di posizione dell'atleta: ha un contratto, guadagna uno stipendio, è vincolato alla Salernitana fino a giugno del 2022, ha sottoscritto un accordo e non è detto che la dirigenza voglia disperdere un potenziale patrimonio a cuor leggero .Sono in corso una serie di valutazioni, anche la multa potrebbe essere una strada percorribile e in quel caso sarebbe il giocatore a dover fare ricorso".

Lotito contestato a Salerno, c'è addirittura chi preferirebbe la D con un'altra società. Lo immaginava nel 2011 quando fu uno dei punti di riferimento della trattativa col Comune?

"Rispondo così: sono i risultati che determinano l'amore o l'odio nei confronti della società. Vivo la realtà laziale da 15 anni, abbiamo subito contestazioni andate ben oltre uno striscione esposto in curva. Ricorderete tutti quante cose sono successe, ma se oggi Lotito cammina per strada viene acclamato ed applaudito. Ogni percorso è fatto di momenti e di tappe, evidentemente i tempi non sono ancora maturi per la promozione in serie A della Salernitana. Piano piano si ottengono i risultati, c'è bisogno che tante componenti facciano la propria parte. Offese alla città? Vi pare che Lotito investiva in una piazza che non stima?"

E allora perchè il percorso di crescita si è arrestato in serie B? Lotito quando voleva vincere ha vinto...

"Però credo che sia differente vincere la D o la Seconda Divisione rispetto al campionato di serie B. Ci  vuole programmazione, un ambiente sereno che dà la giusta spinta, una partecipazione emotiva allo stadio. Ogni cosa ha bisogno di tempo. Aver scelto l'ex allenatore della Nazionale significa essere ambiziosi, altrimenti che senso avrebbe avuto la scelta di un tecnico dello spessore di Ventura?

C'è chi dice incida la multiproprietà...

"Stupidaggini, a volte anche a livello mediatico si dicono cose che creano destabilizzazione ma non hanno fondamento. Purtroppo in Italia ogni processo di crescita va a rilento e siamo un passo indietro rispetto a tanti altri Paesi. Vedo, però, una situazione in continua evoluzione anche sotto questo punto di vista. Ci sono tanti presidenti che vogliono creare una sorta di seconda squadra che riparta dalle categorie inferiori, non capisco perchè un imprenditore come Marco Mezzaroma che garantisce solidità non possa reggere il timone della società in massima serie".

Trust soluzione percorribile? Cosa accade con la Salernitana in serie A e l'assenza di acquirenti?

"Sono situazioni che non si sono mai verificate, ma perchè la Salernitana non dovrebbe avere acquirenti in massima serie? Stiamo parlando di una società ripartita dal nulla e che si ritroverebbe nel campionato più importante senza un euro di debito e con un bacino d'utenza importante. Se poi non si verificano le condizioni vedremo cosa accadrà, ma vi pare possibile che estromettano dal campionato la squadra di Salerno piuttosto che quella di Roma? Se consenti ad un club di partecipare ad un campionato non puoi impedirgli di vincere, da questo punto di vista non ci sono ostacoli. Allo stato attuale delle cose Lotito e Mezzaroma dovrebbero vendere e avrebbero 90 giorni di tempo, il fatto che ci sia un amministratore unico non cambia la sostanza perchè i proprietari sono loro. Anche il trust non mi sembra una pista legalmente percorribile: tutte le persone che hanno un patrimonio e vivono un momento di difficoltà potrebbero "girarlo" a terzi tramite il trust, ma ne resterebbero i legittimi proprietari. Credo che le soluzioni vadano ricercate altrove sperando che il calcio italiano si adegui ai tempi che cambiano". 

Di recente, però, una sua collega ha parlato di trust come soluzione fattibile...

"Rispetto l'opinione di chiunque, ci mancherebbe. A mio avviso, però, non è praticabile. Il trust è un rapporto giuridico nel quale una persona amministra dei beni sui quali ha il controllo per conto di terzi che ne sono beneficiari. Non ho mai sentito nel mondo del calcio che si sia adottata una soluzione del genere. Torno a ripetere: mi sembra completamente utopistico che, con la Salernitana in serie A, provvedano all'estromissione dal campionato se in tre mesi non si trova un acquirente".

I tifosi vogliono che Lotito vada  via. Ma in questi anni ci sono mai state richieste per la società?

"Assolutamente no"

Lotito spesso ha detto che ha dato tanto senza ricevere nulla in cambio. Al momento dell'acquisto della Salernitana aveva ricevuto garanzie dal Comune che sono state disattese?

"Non credo, è un discorso che non c'entra. Non è pensabile che una squadra di calcio non renda per situazioni extra. A mio avviso la Salernitana non è andata in serie A perchè ci vuole tempo e si devono gettare le basi. Anche a Roma, 10 anni fa, non mi sembra si vincesse e si giocasse questo tipo di calcio: hanno costruito, seminato e raccolto i frutti. Ma il presidente è un ambizioso e certo non prendeva la Salernitana per vivacchiare".