MILANI (PRIMAVERA): "Sacrifici? No, voglia di coronare un sogno! Salerno grande piazza"

18.12.2019 22:01 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
MILANI (PRIMAVERA): "Sacrifici? No, voglia di coronare un sogno! Salerno grande piazza"

Abbiamo sottolineato più volte che la difesa è il punto di forza della Salernitana Primavera, un quartetto affiatato, fisicamente forte, agonisticamente valido e che sta crescendo settimana dopo settimana anche grazie al lavoro dello staff tecnico che, prendendo spunto dalla prima squadra, pretende che l'azione parta proprio dal pacchetto arretrato. Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato la storia di Mattia Novella e Gioacchino Galeotafiore, due ragazzi che hanno già esordito con i "grandi" e che stanno disputando un campionato straordinario. La tifoseria e la società, tuttavia, stanno ammirando anche un giovane che, in punta di piedi e a fari spenti, si sta ritagliando uno spazio importante a suon di 7 in pagella e performance di livello. Stiamo parlando di Francesco Milani, talento di prospettiva voluto fortemente dal dirigente Alberto Bianchi e che sabato scorso stava sbloccando il risultato; solo la traversa gli ha negato la gioia del gol, sarebbe stata la ciliegina sulla torta di un pomeriggio da ricordare. La redazione di TuttoSalernitana lo ha raggiunto telefonicamente per una intervista.

Partiamo dall'analisi della gara di sabato. Classiche gare dominate, ma in cui rischi la beffa se la difesa non sfodera una prestazione di altissima concentrazione..

"E' vero, sono d'accordo. Abbiamo disputato una buona partita, obiettivamente il Crotone non ci ha mai impensierito e non era assolutamente semplice andare in vantaggio contro un avversario arroccato nella propria metà campo. Purtroppo il gol non è arrivato, ma è importante anche tornare a casa con la porta inviolata. Aumenta l'autostima e la consapevolezza dei nostri mezzi, nel complesso è stata una gara positiva che poteva sbloccarsi solo su palla inattiva. Io ci ho provato, ma ho colpito la traversa".

La Salernitana Primavera sta disputando un ottimo campionato e ha ancora ampi margini di miglioramento, sei d'accordo?

"Assolutamente sì, non mi sembra che ci siano state squadre che ci hanno messo sotto. A Lecce è stato un incidente di percorso, non siamo proprio scesi in campo e se sbagli l'approccio vieni punito. Ecco, a noi manca proprio questo: la cattiveria per andare in vantaggio. Costruiamo minimo 7-8 occasioni nitide a partita, ma non siamo convinti al punto giusto. Abbiamo lasciato tanti punti per strada, con un pizzico di cinismo in più parleremmo di un'altra classifica. In fondo far gol non è così difficile, se crei tanto è naturale che prima o poi va dentro. Non so dare una spiegazione, vorrei soltanto che la mole di gioco che produciamo settimanalmente si trasformi in un maggior numero di reti".

La difesa è il punto di forza, ora c'è un Heurtaux in più nel motore...

"Tutti bravi ragazzi, dentro e fuori il rettangolo di gioco. Sono portati, hanno le caratteristiche giuste per formare un reparto di spessore: c'è cattiveria agonistica, concentrazione, grinta, spirito battagliero. Thomas si è calato benissimo nella nostra realtà, basta una sola parola per insegnarci tanto. La sua esperienza in categorie superiori è un qualcosa di prezioso per noi, riesce sempre a correggere errori singoli e di squadra con semplicità".

Sei un difensore centrale che ultimamente accompagna di più l'azione offensiva. In cosa ti senti migliorato?

"Avete notato bene. Il mister chiede ai difensori di avviare ed impostare l'azione senza buttare via il pallone, quando possibile avanziamo sin dentro la metà campo avversaria per creare superiorità numerica e consentire ai giocatori offensivi di avere più soluzioni a disposizione. Rizzolo è bravo, nella sua carriera da calciatore non è stato un difensore ma è molto preparato e ci dà sempre i consigli giusti. In campo sappiamo sempre quello che dobbiamo fare, personalmente mi sento migliorato e gioco indifferentemente come centrale di destra o di sinistra, in base alle esigenze. Il primo pensiero, però, va al gruppo e sono convinto che questa squadra abbia le potenzialità per raggiungere i playoff".

Parlaci un po' della tua carriera...

"Ho iniziato con la Lazio, successivamente mi sono trasferito a La Spezia e sono rimasto lì tre anni. Successivamente ho vissuto una bella e prolifica esperienza a Livorno: ho giocato bene e ho segnato anche due gol. L'anno scorso ho accettato la proposta della Spal, siamo andati vicinissimi alla vittoria del campionato attraverso i playoff ma purtroppo il cammino si è interrotto sul più bello. Il dirigente Alberto Bianchi ha mostrato interesse per me e mi ha chiamato alla Salernitana, sono venuto qui con entusiasmo: bella piazza, gente calda, allenatore preparato e società che crede molto in noi. Sono soddisfatto, dobbiamo continuare così".

C'è un calciatore al quale ti ispiri?
 

"Non ho un modello in particolare, ma da tifoso della Lazio non posso che apprezzare Acerbi: come uomo e come calciatore credo sia uno dei top in serie A. Quanto alla Salernitana credo che Jaroszynski sia fortissimo: ha tutto e incarna lo spirito battagliero che piace a me".

Fuori dal campo che ragazzo sei?

"Una persona normalissima. Ho preso casa e vivo da solo, mi so gestire e sono consapevole della vita professionale che devo condurre: faccio quello che voglio, ma nel pieno rispetto delle regole e delle indicazioni della società e dello staff tecnico. Ho una fidanzata, studio, mi alleno tutti i giorni per farmi trovare pronto. Non sono sacrifici, ma il modus operandi giusto per raccogliere in futuro le soddisfazioni che meriterò sul campo. Credo di avere le basi, ma la carriera si costruisce giorno dopo giorno senza mollare un centimetro".

Per un giovane come te quanto pesa la distanza dalla famiglia e non poter vivere come i tuoi coetanei?

"La distanza fisica della famiglia si sente, ma non mi fanno mancare mai nulla. Mio padre è il mio primo tifoso, quando può viene a vedermi a Salerno e questo mi fa piacere. Come ho detto prima è normale che ho fatto una scelta di vita che comporta rinunce e sacrifici, anche sull'alimentazione cerco di essere preciso e di non sbagliare nulla. Ogni tanto il sabato sera mi concedo qualche uscita, ma rispettando gli orari: rappresento una società, so come mi devo comportare".

Ti senti pronto per la prima squadra?

"Il passaggio da settore giovanile a professionismo deve essere graduale. Probabilmente firmerò un contratto con la Salernitana e l'anno prossimo potrei fare esperienza altrove per ritornare più pronto. Chiaramente se la prima squadra chiama sarò a disposizione, nel frattempo mi godo il buon momento della Primavera e sono contento di essere a Salerno".