VERSO IL DERBY - Il "castigatore" Kutuzov: "Quella vittoria unica gioia della stagione. Un bambino non mi parlò per un anno..."

 di Paolo Siotto  articolo letto 557 volte
© foto di Filippo Gabutti
VERSO IL DERBY - Il "castigatore" Kutuzov: "Quella vittoria unica gioia della stagione. Un bambino non mi parlò per un anno..."

Quando si avvicina il derby con l'Avellino, Salerno rivolge l'attenzione a quei personaggi che hanno deciso i derby con i cugini biancoverdi. Da Logaglio nel '60 a Coda ed Improta nel 2017, tanti sono i giocatori granata che hanno lasciato il segno nella straregionale campana. Anche in Irpinia ci sono però dei calciatori rimasti nella storia di questa sfida, tra cui Vitali Kutuzov, ex attacacante bielorusso che decise la partita del 14 marzo 2004. La Salernitana, guidata da Stefano Pioli, era al tredicesimo posto mentre l'Avellino sostava in fondo alla classifica con Zeman in panchina. 

Per i lupi si prospettava un'altra domenica da incubo con Bogdani - già decisivo all'andata - a segno al 46'. Nel finale però accade di tutto: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, serie di batti e ribatti nell'area di rigore granata con Molinaro che involontariamente serve Kutuzov, lesto a superare De Lucia ed a siglare così il gol del pareggio quando mancava un minuto al 90'. Ma non finì certo lì; lancio di Nocerino dalle retrovie, intervento a vuoto di Perna e Kutuzov ancora a segno, questa volta con un delizioso pallonetto. Un momento unico per i tifosi biancoverdi e per l'attaccante bielorusso che ai nostri microfoni ha ricordato quella giornata: "Emozioni incredibili. Ricordo la Curva che mi 'scese addosso' con tutti i compagni che mi abbracciarono. Una gioia immensa".

Che impressione ti fece la Salernitana di Pioli, tuo allenatore a Parma?

"Una buona impressione, fu una partita difficile ma allo stesso tempo bella. Poi ho giocato anche con De Lucia con cui ho parlato spesso di quel derby. Nessuno voleva perdere, noi a maggior ragione dato che stavamo retrocedendo e volevamo dare una gioia ed un segnale ai nostri tifosi".

Sugli spalti c'erano anche tanti tifosi della Salernitana...

"Salerno è una piazza calda come tante altre del sud. Conosco bene Bari ed Avellino, sono piazze simili ed importanti. Del resto per vivere un derby come quello non basta una grande tifoseria, ne servono due. Avevo un amico di Avellino - ricorda Kutuzov - tifoso biancoverde, il cui figlio era invece un tifoso della Salernitana. Andava a scuola ad Avellino e tutti i compagni di classe lo prendevano in giro. Non mi parlò per un anno... (ride ndr)". 

Nello spogliatoio cosa accadde dopo quella rimonta?

"Non riuscimmo a festeggiare vista la situazione di classifica. Inoltre con Zeman non è facile arrivare a fine partita con la forza di far festa. C'era sicuramente gioia, ma eravamo davvero distrutti".

Attualmente hai abbandonato il mondo del calcio per dedicarti all'hockey su ghiaccio (gioca come portiere nell'Hockey Club Diavoli Rossoneri).

"Ho preso il patentino da allenatore e nel frattempo ho intrapreso questa avventura per tenermi in forma. Resto però in attesa di tornare nel mondo del calcio".