FIRENZE: "Voglio far crollare la Sud"

21.07.2019 12:00 di TS Redazione   Vedi letture
Fonte: La Città
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com
FIRENZE:  "Voglio far crollare la Sud"

Non è vero che si sta meglio in cielo. C'è chi sceglie il mare e continua a nuotare. Marco Firenze con Maurizio Carucci, frontman degli Ex Otago, condivide le radici genovesi. E la voglia di vivere in una città che possa far perdere lo sguardo nell’infinito, in un orizzonte che il calciatore arrivato del Crotone vede positivo per la Salernitana. Tocca a lui, nel primo vero caldo di San Gregorio Magno, rompere il ghiaccio fra i neo-acquisti e raccontare le sensazioni dei primi giorni di ritiro granata. "Quando nasci di fronte al mare, non puoi andare dove non c’è", spiega il jolly della mediana granata “giustificando” la scelta di trasferirsi all'ippocampo. "È soltanto una “piccola scusa”. Mostrando anche una forte personalità, accentuata negli anni di gavetta fra i dilettanti e da «scelte discutibili da giovanissimo che mi hanno fatto perdere qualche treno buono», Firenze svela la motivazione più grande che l’ha spinto ad accettare la Salernitana: "Sono venuto da avversario all'Arechi, ho fatto anche gol. Guardavo la curva e pensavo “cavolo, che bello”. Quando si entra in quello stadio sei impressionato dalla tifoseria. Non dico che tremano le gambe agli avversari, ma c’è un certo effetto. Io vivo delle emozioni che il calcio mi sa dare. Avevo altre proposte ma voglio vivere l'emozione di far “crollare” la Curva Sud". 


Parole al miele per i tifosi, dunque. Che non nascondono la consapevolezza di una missione importante che aspetta tutta la squadra. "Dobbiamo lavorare per riconquistare il pubblico", spiega Firenze. "Offrendo il massimo delle nostre possibilità, seguendo il mister e provando anche a costruire un bel gioco, sono sicuro che riusciremo a riportare la gente allo stadio". L’anima genovese di Firenze si rispecchia in quella del concittadino e allenatore Gian Piero Ventura. Altro fattore decisivo nel matrimonio con la Salernitana: "Essere allenati da lui è un vanto. La sua idea di gioco si sposa al meglio con le mie caratteristiche, mi vedo una mezzala con una vocazione offensiva che si può esaltare nei suoi schemi. E il suo calcio, poi, ricorda tanto quello di Gianluca Grassadonia". Proprio il tecnico salernitano è stato il volano per la sua esplosione: "Gli devo tanto, mi ha fatto crescere come uomo e calciatore", il viaggio nel tempo ricordando le esperienze condivise con Paganese e Pro Vercelli. 


Un passato felice e un futuro tutto da scrivere. Le prime impressioni di Firenze sono più che positive: "Stiamo curando tanto la parte atletica ma già nelle prime prove si capisce che la nostra sarà una squadra che vuole proporre calcio. Dal mister possiamo solo apprendere, ha allenato giocatori importanti: sta a noi cogliere ogni suo pensiero e interpretarlo subito. Gli obiettivi? Vogliamo fare un campionato importante ma la B non ha verdetti scritti. La scorsa stagione a Crotone dovevamo vincere il campionato ma siamo finiti per salvarci a tre giornate dal termine". La stoccata finale è proprio per i pitagorici: "Li ringrazio per avermi dato l'opportunità di giocare in B, ma non sono stato trattato bene dalla società. Ero a scadenza e da tempo avevo espresso la mia volontà di andare via". Firenze ha scelto l’Arechi, Salerno e il suo mare per continuare a nuotare. E a sognare...