MERCATO: non solo svantaggi. Ecco perchè il rapporto con la Lazio va visto in ottica positiva

11.03.2020 23:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
MERCATO: non solo svantaggi. Ecco perchè il rapporto con la Lazio va visto in ottica positiva

Il famoso discorso della "succursale" continua a tenere banco negli ambienti del tifo granata e in molti sperano che possa essere spezzato definitivamente un cordone ombelicale che obiettivamente non piace a nessuno e non favorisce quel percorso autonomo promesso dalla proprietà sin dal 26 luglio 2011 a Palazzo di Città. Sentire le dichiarazioni di alcuni tesserati che vedono in Salerno un semplice trampolino di lancio per cullare il sogno biancoceleste cozza con l'enorme senso di appartenenza del popolo del cavalluccio, al punto che nei primi anni tutti i gioiellini- o presunti tali- in arrivo da Roma furono accolti con scetticismo e qualche duro striscione. A volte, però, le lamentele sono esagerate, quasi come se alla gente desse fastidio poter avere in squadra giocatori forti che arricchiscono le casse della società. Facciamo un esempio. Lombardi è per distacco il miglior esterno della B, elemento che Lotito poteva vendere per svariati milioni di euro o comunque dare a qualunque altro club cadetto. Invece gioca per la Salernitana, nulla vieta che resterà anche l'anno prossimo e nelle casse del club entrerà il famoso premio di valorizzazione. Stesso discorso per Kiyine, Dziczek, Karo e tutti gli altri che hanno fatto lo stesso percorso?

Perchè, però, i migliori vengono tesserati tramite Lazio e non sono patrimonio della Salernitana? Messa così ci sarebbe davvero da storcere il naso, ma in B ci sono dei paletti rigidissimi da rispettare e un bilancio da salvaguardare. Con spese di ingaggi che superano costantemente gli otto milioni sarebbe totalmente fuori luogo aggiungere la medesima cifra per l'acquisto dei cartellini. Con l'intervento della Lazio, invece, tutto diventa più gestibile e la Salernitana viene "pagata" per far giocare i calciatori migliori e che "non potrebbe permettersi" in virtù di un capitale sociale di 10mila euro. Anche l'affare Cicerelli ha una logica di mercato che va analizzata a mente fredda senza pregiudizi. Il giocatore- che fu accolto come ennesimo bidone di serie C dai soloni del web- era in scadenza e appetito dal Parma, pronto a mettere sul tavolo cifre elevate per club di B. Avere la Lazio alle spalle ha permesso di cederlo, incassare la plusvalenza, il premio valorizzazione, tenerlo in orbita Lotito, mantenerlo fino a giugno e richiederlo già per la prossima stagione a zero euro. Senza dimenticare i 6 milioni tra Casasola e Sprocati e la possibilità, per i giovani del vivaio, di fare esperienze in contesti e strutture di livello per poi tornare a Salerno più pronti come accaduto con Vignes.