CASTORI: riecco l'ex, un autentico tabù

Stavolta rischia di non compiere il miracolo
23.04.2019 22:00 di Ugo Baldi   Vedi letture
Fonte: ilferraiuolo.it
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
CASTORI: riecco l'ex, un autentico tabù

Per l'ennesima volta negli ultimi anni affronterà la Salernitana da ex e con la speranza di proseguire la striscia positiva, lui che in B ha compiuto diversi miracoli, ma che a Salerno non ha saputo fare la differenza meritando due esoneri e lo scetticismo della stragrande maggioranza della piazza. Eppure il suo arrivo era stato accompagnato da tanto entusiasmo ed ottimismo, sebbene il presidente Vittorio Murolo avesse chiuso in gran segreto con Di Carlo in quel di  Cassino dovendo clamorosamente tornare sui propri passi per la scelta di Fabiani e Lombardi di concentrare altrove le proprie attenzioni e ripartire da un professionista che a Cesena aveva compiuto un autentico capolavoro pur  rovinando la promozione in B con una rissa che gli costò una lunghissima squalifica. Fabrizio Castori è stato il tecnico al quale venne affidata la panchina della Salernitana dopo la promozione conseguita nella stagione 2007-08.

Angelo Fabiani lo scelse per mettere in pratica un calcio propositivo e, specie nei primi mesi, la squadra si dimostrò brillante sia in Coppa Italia (laddove arrivò fino agli ottavi di finale, perdendo col Napoli 3-1 al San Paolo) che in campionato. La Salernitana di Castori ebbe, infatti, una partenza a razzo nel torneo di B e, da matricola, riuscì a collocarsi nei primo posti dopo le prime giornate. Le sette uscite iniziali in regular season hanno rappresentato il momento più alto dell’esperienza di Castori da tecnico della Salernitana: dodici punti raccolti (di cui sette nelle prime giornate) e classifica oltre ogni più rosea aspettativa. Lo stesso Dino Fava, intervistato recentemente dalla nostra redazione, ci ha ricordato la partenza splendida che ebbe quel gruppo, rammentando che la Salernitana si presentò alla sfida contro l’Empoli da seconda in classifica.

L'ostracismo verso Merino, quelle frasi su Di Napoli nel giorno della presentazione...

A partire dalla sconfitta rimediata contro i toscani all’Arechi iniziò il lento, ma inesorabile declino di una squadra sì forte, ma poco assortita e con ricambi poco adeguati: un po' come accadde nel 2015, infatti, quella rosa era composta da tanti calciatori blindati in C con contratti pluriennali, ma che nella categoria superiore fecero tremendamente fatica spingendo la proprietà a rivoluzionare l'organico a gennaio chiudendo anche rapporti di amicizia consolidatisi dopo la promozione e che si sono inesorabilmente incrinati all'atto delle innumerevoli rescissioni  e risoluzioni contrattuali. Dal ko con l'Empoli in poi i granata vinsero solo una gara, rimediando quattro ko di fila tra il 15 novembre ed il 6 dicembre 2008, pagando dazio a Rimini, Albinoleffe, Parma e Livorno, senza dimenticare le sei reti subite contro il Grosseto dopo l'iniziale 0-2 targato Di Napoli-Ciarcià. Castori venne, dunque, esonerato, ma venne successivamente richiamato, tornando in panchina il 31 gennaio 2009, perdendo in casa contro il Cittadella in 9 contro 11 e con il giovanissimo Rocco in porta. Successivamente, la Salernitana centrò il successo a Frosinone (0-2 con gol di Fava e Ciaramitaro) e vinse la settimana successiva in casa contro il Modena. Sembrava il momento del riscatto, al punto che anche i tifosi si schierarono dalla sua parte quasi scusandosi per le critiche eccessive che non lo aiutarono di certo durante il girone d'andata. La situazione, però, precipitò tra fine febbraio e inizio marzo, quando la Salernitana perse gli scontri diretti con Triestina, Piacenza e Ancona, pareggiò a Pisa e vinse soltanto col Grosseto grazie a quel Di Napoli messo in discussione dal tecnico già nel giorno della sua presentazione ufficiale, frasi che non piacquero alla proprietà che, dopo lo 0-0 di Treviso, scese in campo in prima persona sciorinando consigli di natura tattica in diretta televisiva. 

L'esonero si consumò dopo il pareggio interno contro il Treviso già retrocesso, scaturito non solo dalle scelte di formazione sbagliate e dalle dichiarazioni ricche di alibi in sala stampa, ma anche e soprattutto dall'ostracismo nei confronti di Merino, talentuoso fantasista scelto direttamente da Lombardi, blindato con un quadriennale, ma che Castori davvero non vedeva. Fu Lombardi ad assumersi tutte le responsabilità senza consultare nemmeno il direttore sportivo: via Castori, dentro Brini e Salernitana che si salvò anche grazie alle prodezze del peruviano e alla saggezza del tecnico di Porto Sant'Elpidio, uno che a Salerno ha lavorato bene senza essere sufficientemente ringraziato dalla piazza. Quanto a Castori, da avversario ha spesso fatto bene: lo 0-0 di Piacenza del 2009 fu il primo punto della Salernitana che poi retrocesse battendo record negativi, ma è col Carpi che ha fatto due su due un anno fa aiutato anche dalla buona sorte e da qualche decisione arbitrale. All'andata, invece, pirotecnico 3-2. Sarà la volta buona per sfatare il tabù Castori?