DERBY - Dalla diserzione ai 15mila per il derby con il Benevento: torna l'entusiasmo per la Salernitana

16.09.2019 14:30 di TS Redazione   Vedi letture
Fonte: ottopagine.it
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
DERBY - Dalla diserzione ai 15mila per il derby con il Benevento: torna l'entusiasmo per la Salernitana

All’ombra dell’Arechi non vedevano l’ora di (ri)vivere una notte magica come questa. Perché, dopo aver visto il baratro talmente vicino da pensare d’esservi finiti dentro, l’urlo dei 15mila rappresenterà ossigeno puro per un popolo che si nutre da sempre di pane e pallone. Passione che in questi giorni ha raggiunto picchi altissimi e che stasera toccherà l’apice durante Salernitana-Benevento. Una sfida tutt’altro che decisiva, visto che si è appena alla terza giornata del girone d’andata. E che, pure, usando le parole di Gian Piero Ventura, rappresenterà «una verifica importante» per il cavalluccio marino. Di fronte i granata avranno una delle corazzate della serie B, una squadra costruita per giocarsi la promozione diretta in massima serie. Va da sé che dal punto di vista tecnico il derby rappresenterà un test molto utile per misurare il livello della Salernitana dopo le due vittorie consecutive conquistate in apertura di torneo. Con una vittoria i granata sarebbero, con la Virtus Entella, le uniche squadre a punteggio pieno in testa alla classifica. Ma di questi tempi è un dato che conta poco.

Nella sfida dell’Arechi è, invece, racchiuso un “tesoretto” che val molto di più dei punti in palio. Ché il ritorno dei 15mila sugli spalti dello stadio con il nome da principe rappresenta la posa della prima pietra di quel progetto che Ventura intende costruire in granata. "Vorrei essere ricordato non per chi ha vinto, ma per chi ha riportato i 25mila al loro posto", disse nel giorno della sua presentazione, quando su Salerno era ancora tangibile l’eco delle contestazioni e delle diserzioni. Roba da far tremare i polsi a chiunque. Ma che non ha scalfito la tranquillità e l’esperienza di un uomo che trascorso gran parte dei suoi 71 anni masticando pane e pallone. Ventura ha costruito le basi partendo dalle fondamenta, lavorando senza fare proclami e provando a immedesimarsi nell’animo e nella testa dei salernitani. "Per avere la gente allo stadio devi fare gioco e risultati», diceva saggiamente a inizio agosto dopo il triangolare con Bari e Reggina, quando appena 4086 tifosi avevano salutato la prima uscita casalinga della sua Salernitana. Quarantacinque giorni dopo è già riuscito a rivoltare la situazione come un calzino. «Vogliamo riconquistare gli altri 10mila che mancano", ha rilanciato sabato mattina in conferenza stampa, fissando il secondo step del suo obiettivo. Per centrarlo avrà tempo. Prima, però, potrà godersi una notte magica. Una di quelle che Salerno non vedeva l’ora di rivivere.