DERBY: nessun ridimensionamento. Ecco cosa non ha funzionato e le cose buone da cui ripartire

18.09.2019 18:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com
DERBY: nessun ridimensionamento. Ecco cosa non ha funzionato e le cose buone da cui ripartire

Parlare di ridimensionamento per la sconfitta interna contro una squadra che sta ancora usufruendo dei milioni di euro del paracadute sarebbe oggettivamente fuori luogo. La Salernitana, è bene ricordarlo, è scesa in campo senza il terzetto difensivo teoricamente titolare, senza Akpro che è il miglior centrocampista della rosa, senza Lombardi che è un esterno destro assolutamente di spessore e con Cerci al 30%, Kiyine reduce da una settimana di lavoro differenziato, Karo e Cicerelli acciaccati e un esterno di centrocampo adattato difensore centrale di destra per cause di forza maggiore. E’ evidente che con questi presupposti era difficile fare risultato contro un avversario che in panchina ha gente come Kragl e che è stato costruito per vincere dopo la brutta figura col Cittadella di tre mesi e mezzo fa. Continuiamo a ripetere che il Benevento non ha dominato la Salernitana, ha semplicemente sfruttato con esperienza e qualità le lacune strutturali di una mediana palesemente in difficoltà; Di Tacchio avrà pure commesso una miriade di errori, ma era costantemente lasciato solo da Firenze (che tendeva ad allargarsi troppo) e da Odjer, ingabbiato con intelligenza da Inzaghi e costretto a raddoppiare su Letizia ed Hetemaj che hanno creato grattacapi a Cicerelli. Fino a quando i granata hanno giocato con i tre difensori di ruolo, Micai non ha fatto una sola parata e gli unici tentativi dei giallorossi nascono da errori individuali o tiri dai 25 metri. In entrambi i tempi (come testimoniato dalle statistiche sul possesso palla) la Salernitana ha approcciato meglio mancando nell’ultimo passaggio anche grazie alla bravura di Volta e Caldirola che sono il top per la categoria. Cosa non ha funzionato è presto detto: la lettura tardiva della gara da parte di Ventura, il centrocampo (senza Akpro si perde tanto del potenziale dell’organico), la mancanza di reazione dopo lo 0-1 dettata anche dall’immediato raddoppio che avrebbe tagliato le gambe a chiunque. Da dove ripartire? Dalla grinta dei calciatori che hanno chiesto al pubblico di continuare a sostenerli, dalla forza della squadra che, al completo, potrà far divertire, da un allenatore esperto che potrà toccare le corde giuste, da un calendario che permette di rialzarsi immediatamente grazie alle trasferte di Trapani e Livorno e alla sfida casalinga col Chievo. La Salernitana, numeri alla mano, in B è tra le tre squadre che ha subito meno tiri in porta in questi primi 270 minuti (8 in totale, meno di tre a gara) e, per 60 minuti, aveva retto l’urto di una corazzata che non può non vincere questo campionato. Non tutto è da buttare, se questo ko alla terza giornata può servire a correggere gli errori può essere davvero una provvida sventura.