FABIANI: "Nessuna rivoluzione, troppi giullari che destabilizzano"

Il ds: "Se in tanti ci chiedono i nostri calciatori vuol dire che sono bravi. In giro non c'è di meglio"
07.01.2019 23:00 di Gaetano Ferraiuolo  articolo letto 1155 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
FABIANI: "Nessuna rivoluzione, troppi giullari che destabilizzano"

Intervenuto a Radio Bussola 24 dopo settimane di silenzio stampa, il direttore sportivo della Salernitana Angelo Fabiani ha fatto il punto della situazione sul mercato: "Mi sembra che ad inizio anno tutti sostenevano avessimo una squadra che potesse competere per obiettivi importanti, da quinto posto almeno. Gli acquisti sono stati condivisi con lo staff tecnico: di Djuric eravamo convinti, stesso discorso per Jallow e Di Tacchio. I nostri calciatori sono richiesti da mezza serie B, evidentemente sono bravi e questo mi spinge a pensare che non servono rivoluzioni e che in giro non c'è molto di meglio. La società ha messo a disposizione il budget, io e Colantuono abbiamo lavorato sul mercato e non spetta a me dire perchè gli attaccanti non abbiano segnato molto. Andavano messi in condizione di farlo, ma non voglio fare polemiche nei confronti di un mister che ha fatto un gesto da grande uomo. Ora tocca a Gregucci risollevare le sorti della Salernitana: resto deluso del girone d'andata, non ho fatto un bel Natale".

Fabiani prosegue: "Non ho sentito i fischi e i cori contro di me allo stadio, ma li accetto perchè i tifosi vogliono sempre vincere. Purtroppo a volte i loro umori sono condizionati da qualche giullare che mette in giro voci destabilizzanti per scorie personali o mosso da qualcun'altro. Se ci sono cordate interessate alla Salernitana, tanto per riprendere un tema di cui si è parlato in queste ore, trattano direttamente con Lotito e Mezzaroma. Non informano giornali e tifosi. Sono cialtronerie, mi chiedo dove fossero i magnate quando la società falliva e non aveva nemmeno i palloni per ricominciare. Quanto a me, la storia dice che sono venuto nel 2006 con una squadra a rischio retrocessione: ci salvammo, poi vincemmo il campionato, poi restammo in B. Tornai nel 2013 in una situazione difficile: play off, primo trofeo della storia in bacheca, successiva promozione e poi ci stiamo consolidando in B. Lo dico perchè mi vengono attribuiti fallimenti in cui non c'entro nulla, nella mia carriera ho vinto qualcosa e non solo a Salerno". 

Infine sugli obiettivi: "Vincere in B è più difficile rispetto alla C, è naturale. Noi proviamo sempre a migliorarci, nessuno si pone limiti o freni. Se non ci siamo ancora riusciti abbiamo commesso degli errori dai quali trarre insegnamento così come accaduto, ad esempio,con Donnarumma. Quella storia insegna che non dobbiamo lasciar partire i migliori calciatori e punteremo forte sui componenti dell'attuale organico. Non dimenticherei che, al di là della classifica ad ora insoddisfacente, abbiamo posto le basi per un futuro roseo investendo sulle strutture, sul settore giovanile e su una sede sociale che ci invidiano tutti".