FOSCARINI: "Salernitana, non è solo sfortuna. Niente allarmismi, è il momento di rialzarsi"

 di Valerio Vicinanza  articolo letto 788 volte
Fonte: Il Mattino
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
FOSCARINI: "Salernitana, non è solo sfortuna. Niente allarmismi, è il momento di rialzarsi"

A pochi giorni dalla gara dell'Arechi tra Salernitana e Pro Vercelli, appuntamento da non fallire per i granata, il quotidiano Il Mattino ha intervistato l'ex allenatore dei piemontesi Claudio Foscarini attualmente senza contratto. Il tecnico trevigiano ha commentato il momento negativo degli uomini di Colantuono: "Credo che in questo momento bisogna avere un certo equilibrio nelle valutazioni, fondamentale è non creare allarmismi perché non servono. Ovvio, però, che bisogna guardare più in profondità, certo ci sono stati diversi episodi sfortunati nell'ultimo periodo ma forse non può essere solo una coincidenza". Di seguito l'intervista completa:

Quindi come si esce da un momento così delicato?

"La cosa più importante credo sia il rapporto tra staff e squadra, se c'è fiducia tra le parti il periodo verrà certamente superato. Poi al resto ci deve pensare la società, riuscendo a proteggere il loro lavoro".

Anche a Pescara si è dovuto fare i conti con l'ennesimo gol subito nei minuti finali, questa sì che può essere considerata solo una coincidenza?

"In generale credo poco a questo concetto. Naturalmente bisogna essere all'interno per capire quale sia la reale causa, perché provando ad analizzarla dall'esterno potremmo ragionare su diversi aspetti: il livello di concentrazione che tende a diminuire, la paura della gestione del risultato, ma anche un calo fisico".

Nell'altra metà campo invece si continua a segnare con poca continuità, riproporre Bocalon nell'undici titolare potrebbe eventualmente servire?

"Tutto può servire, l'anno scorso ho avuto modo di seguirlo e mi ha fatto una grossa impressione. Vero è che si trattava di un campionato differente, ma se fai bene in Lega Pro puoi avere lo stesso risultato anche in Serie B. Ammetto che in queste settimane mi sono chiesto come mai non stesse giocando, ma anche in questo caso vale il concetto di prima: solo chi allena un gruppo giorno per giorno sa su chi può fare affidamento".

La sfida di sabato pomeriggio contro la Pro Vercelli può diventare l'ago della bilancia della stagione?

"Un ragionamento che credo valga per entrambe le squadre, probabilmente però di più per la Salernitana, che ora come ora ha la necessità non solo di ritrovare la vittoria ma anche un'identità che ultimamente ha un po' smarrito. Di contro la Pro si sta dimostrando un gruppo unito, che non fa nulla di trascendentale ma che lotta su ogni pallone".

Da sempre l'Arechi è considerato il dodicesimo uomo della Salernitana, ma in questi casi c'è il rischio che possa mettere ancora più pressione su una squadra giovane come quella granata?

"Assolutamente sì, parliamo di una piazza esigente. Quando sono venuto all'Arechi da avversario ho sempre avuto delle belle sensazioni, ho sempre pensato che a Salerno si potesse fare calcio a grandi livelli. In questo momento i calciatori devono essere bravi a pensare positivo, bastano poche giocate fatte bene per trascinare tutto lo stadio".

In un momento complicato come quello attuale l'esperienza di Colantuono quanto può essere d'aiuto per la squadra?

"Sicuramente tanto perché parliamo di un tecnico che sa gestire certi momenti, sono sicuro che si rialzerà. Anzi a essere onesto mi sorprende questa carenza di risultati, quando seppi del suo arrivo pensai che la Salernitana era ufficialmente in una botte di ferro. I valori, comunque, non mancano all'interno dell'organico, i risultati alla fine arriveranno".