È arrivato carico, portando con sé tutta la sua storia granata. Leonardo Menichini ieri mattina ha varcato la soglia dell’hotel di Ardea, comune della città metropolitana di Roma dove la Salernitana è in ritiro, e ha cercato di trasmettere grinta, concretezza e semplicità a una squadra ereditata “a pezzi”. "Sono qui perché ci credo", ha detto il tecnico di Ponsacco ai suoi calciatori, provando a rialzarli, a caricarli, perché sabato a Pescara si va senza far troppi calcoli. Vincere, del resto, significherebbe festeggiare la salvezza diretta ed è quello il primo obiettivo a cui il cavalluccio marino deve puntare. Poi, eventualmente, ci si regolerà di conseguenza. Il mite Leo ha il cuore caldo. Ha preteso “identità”, anche quando si passeggia nella hall dell’albergo. Tutti con la stessa tuta sociale di rappresentanza. Una sottigliezza, una sfumatura, un dettaglio che però può marcare una differenza in un momento in cui i granata devono lanciare a se stessi un segnale di discontinuità forte rispetto alla crisi profonda di cui è figlia la miseria di quattro punti nelle ultime dieci partite.

Sezione: News / Data: Mer 08 maggio 2019 alle 12:00 / Fonte: La Città
Autore: Antonio Siniscalchi
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