PUCINO: "Arechi tredicesimo uomo, sogno di restare e andare in A"

Il capitano: "Chiedo scusa a Colantuono, tutto fatto in buona fede"
19.04.2019 13:00 di Ugo Baldi   Vedi letture
© foto di Nicola Ianuale/TUTTOmercatoWEB.com
PUCINO: "Arechi tredicesimo uomo, sogno di restare e andare in A"

Capitano per tutto il girone di ritorno, colonna della difesa, calciatore abile a disimpegnarsi in più ruoli, punto di riferimento all'interno dello spogliatoio. Non ci sono più aggettivi per descrivere la professionalità e l'attaccamento alla maglia di Raffaele Pucino, uno dei pochi a mantenere un rendimento costante dalla prima all'ultima giornata senza farsi condizionare dall'accantonamento immotivato dell'ex tecnico Colantuono. "Non ho rancore - ha dichiarato ieri sera a TuttoGranata in onda ogni giovedi ore 19 su radio MPA - anzi mi dispiace che alcune parole siano state mal interpretate, in particolare quando ho detto che il carattere del mister poteva influire negativamente sul momento attraversato dalla squadra. Chiedo scusa a Colantuono, mi sono fatto prendere dal momento ma alla base di tutto c'era la buona fede. Posso respingere, però, le accuse: nessuno ha giocato contro di lui nè ha il potere di far esonerare un allenatore. La società non ce lo avrebbe permesso, ma soprattutto non era nelle nostre intenzioni e nelle nostre possibilità".

Pucino prosegue parlando di questa stagione: "Se analizziamo la rosa a disposizione possiamo dire che la società ha fatto investimenti e che non ci sono giocatori scarsi. Il secondo tempo contro il Cittadella conferma che il nostro problema è stato soprattutto mentale: ci siamo guardati negli occhi all'interno dello spogliatoio e abbiamo disputato una ripresa di livello. Avete visto Djuric? Chi si aspettava 5 gol in 3 partite? E' stata anche colpa nostra che dovevamo servirlo meglio. Anche in difesa siamo tutti bravi, sono convinto che Mantovani potrà arrivare tranquillamente in serie A. Se si prendono tanti gol è colpa di tutti, parlerei di fase difensiva in generale. Ad ogni modo ormai non serve guardarsi alle spalle, aumenterebbe il rammarico per ciò che poteva essere e non è stato. Chiudiamo bene questa stagione, conquistiamo i punti che mancano e successivamente spero di far parte di una Salernitana ancora più forte".

Pucino parla poi della sua annata: "Non so perchè sono rimasto fuori per tutte quelle partite nel girone d'andata, soprattutto dopo aver rinnovato il contratto per due anni in estate non me lo sarei mai aspettato. Ora indosso con orgoglio la fascia di capitano, è innegabile che sia una spinta in più perchè senti di rappresentare alla massima potenza la squadra, la città e la tifoseria. Naturalmente il nostro capitano è Schiavi, ma è stato fuori per infortunio e quindi mi fa piacere che l'allenatore abbia scelto me. Gregucci? Lo ricorderò in futuro come una bravissima persona, è un uomo che raramente si trova nel calcio di oggi. E' tempo di deresponsabilizzare i mister e di sottolineare che in campo andiamo noi calciatori". Infine sull'importanza del pubblico dell'Arechi: "Ha ragione il presidente quando dice che la tifoseria fa la differenza in una piazza del genere. Possono essere il tredicesimo e anche il quattordicesimo uomo in campo. La mia voglia di venire a Salerno nasce soprattutto da questo: venni da avversario con l'Alessandria, lo stadio era pieno e rimasi impressionato per la spinta che sapeva dare. Mi dispiace non averlo mai visto gremito in questi due anni, ma se c'è stata questa disaffezione è anche e soprattutto colpa nostra. Futuro? Spero di restare, ho due anni di contratto e l'auspicio è che la mia volontà combaci con quella della società e della dirigenza".