RICCI: "Le pressioni pesano, ma l'Arechi è un vantaggio"

L'ex: "Legato alla piazza, doveroso andar via quando arrivò Somma"
26.04.2019 15:00 di Ugo Baldi   Vedi letture
© foto di Prospero Scolpini/TuttoSalernitana.com
RICCI: "Le pressioni pesano, ma l'Arechi è un vantaggio"

Protagonista della promozione dalla C2 alla C1  e della vittoria in coppa Italia, l'ex Manuel Ricci è intervenuto telefonicamente durante la trasmissione "TuttoGranata" in onda ogni giovedì alle 19 su Radio Mpa: "Ricordi bellissimi con la Salernitana, anche perché la mia ragazza è di Salerno e tutti i suoi parenti sono tifosi granata. Il destino ha voluto che indossassi la maglia granata, purtroppo non sono riuscito a dare tutto per tanti motivi: infortuni, scelte tecniche e altre situazioni hanno un po’ limitato la mia crescita professionale in una piazza che mi piaceva molto. L’arrivo di Somma ci spinse a firmare per un’altra piazza importante come Reggio Emilia. Quando posso, però, torno sempre a Salerno: ieri sera ho festeggiato il mio compleanno in un noto locale cittadino, questo fa capire quanto sia legato alla vostra città. Non mancherò nemmeno il 19 giugno per la celebrazione dei 100 anni”.

Si parla delle famose pressioni e del rapporto tra squadra e pubblico: “Purtroppo quando giochi in una piazza così esigente un periodo no viene amplificato. Tutte le squadre possono attraversare una fase negativa, le pressioni non ti aiutano a riprenderti. Non vivo lo spogliatoio quotidianamente, ma credo che questa la motivazione principale sia questa. Peccato, all’inizio sembrava ci fossero i presupposti per un’annata importante. Dal mio punto di vista la curva è un valore aggiunto, la tifoseria incide molto e me ne sto accorgendo a Potenza: anche qui stadio pieno e vittorie frequenti. Chiaramente servono giocatori con grande personalità, lì ce ne sono tanti. Per la mia esperienza personale ricordo che facevamo sempre gol sotto la curva Sud”. “Ho seguito la vicenda e questo può influire negativamente. La forza della Salernitana è stata sempre il pubblico e ogni domenica i 15mila hanno dato una grossa mano. Vuoi o non vuoi una situazione del genere comporta tensioni, se non c’è l’unione tra piazza e squadra diventa complicato. In piazze del genere la presenza dei tifosi è importante, non so perché la società abbia deciso di aprire le porte degli allenamenti soltanto in una occasione”.

Infine sulla crisi del calcio italiano: “In Lega Pro ho passato cinque mesi a Matera e posso dire che ci vuole una ripulita in tutto il mondo del calcio. So che la B tornerà a 20, non parlerei di campionato falsato. E’ evidente che bisogna fare qualcosa per rendere migliore il sistema”