SALERNITANA: il "domino" delle panchine in B paralizza i granata

02.06.2015 19:00 di Redazione TS  articolo letto 723 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
SALERNITANA: il "domino" delle panchine in B paralizza i granata

Destini incrociati. Sono bastate poche ore ai club di Serie B per dar vita ad un valzer di allenatori che coinvolge quasi tutte le formazioni di cadetteria. Tra chi punta a rinnovare le proprie rose, chi vuole rifondare o puntare in alto, a farne le spese per prima sono sempre i tecnici, pronti a salutare o ad abbracciare nuove esaltanti avventure. Un rebus che anche il direttore sportivo della Salernitana, Angelo Fabiani, è pronto a sciogliere al più presto. Dopo il “riposo del guerriero” e la settimana di passione vissuta da patron Lotito concentrato sulla conquista della Champions con la sua Lazio, il co-patron è pronto ad affiancare il dirigente per programmare il futuro che verrà. Prima di tutto, si partirà dall’incontro con Leonardo Menichini. L’ultimo, secondo le voci vicine al club, quello in cui verrà trovato un accordo sulla rescissione consensuale prima di dirsi addio con un abbraccio sentito dopo l’annata da record culminata con la promozione in B. Il trainer di Ponsacco potrà così ritornare appetibile sul mercato con la suggestione Ascoli diventata soltanto un miraggio in seguito alla scelta dei bianconeri di continuare col napoletano Mario Petrone. Un viavai ricco di colpi di scena, con un effetto domino pronto ad abbracciare l’intera penisola. Partendo da Novara dove il patron De Salvo, nonostante la promozione, ha deciso di puntare su Antonino Asta, tecnico del Bassano Virtus dei miracoli, dando così il ben servito a Toscano. Il “cannibale” ha già intuito che l’esonero - visto il contratto biennale che lo lega ai piemontesi - è dietro l’angolo. Fabiani fiuta l’occasione, l’ex Ternana è da sempre in cima ai suoi pensieri e chissà che, dopo il mancato accordo della scorsa estate, questa possa essere la volta buona per vederlo sulla panchina dell’Arechi. Lì dove anche Drago ha sognato di sedere per qualche giorno. Il coach calabrese, dopo l’addio al Crotone (pronto a virare sull’ex capitano Ivan Juric), ha atteso invano una chiamata col prefisso 089 prima di accettare la destinazione Cesena nonostante il pressing asfissiante del Perugia. Un biennale a cifre più che importanti per la cadetteria, dando il cambio a quel Mimmo Di Carlo anch’egli in auge per la panchina granata. Fabiani lo stima sin dai tempi di Mantova, quando il tecnico di Cassino con un mix di esperienza e gioventù sfiorò la promozione in A, stoppando la sua corsa ai playoff nella finale con il Torino. Proprio quei giovani che sono stati il segreto anche dei successi di Vincenzo Torrente, cetarese doc e bramoso di riabbracciare Fabiani dopo l’esperienza vissuta fianco a fianco al settore giovanile del Genoa. Tutti in prima fila senza dimenticare Pierpaolo Bisoli, maestro in promozioni in massima serie, corteggiato però anche dal Cagliari, pronto ad offrire all’ex Cesena un progetto ben più ricco con l’ambizione di riabbracciare quella Serie A salutata domenica. Un poker d’assi, senza dimenticare le candidature di Simone Inzaghi e Alberto Bollini, uomo di fiducia di Lotito e pronto a lasciare il Lecce in preda ad una situazione societaria sempre più ingarbugliata. Ora o mai più, in casa Salernitana si respira aria di rivoluzione. Lo riporta Resport24.it