SALERNITANA - Il paradosso del bel gioco

20.10.2019 14:00 di Orlando Aita   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/tuttosalernitana.com
SALERNITANA - Il paradosso del bel gioco

Vincere giocando male oppure perdere giocando bene? Questo dilemma, quasi shakespeariano, è da anni senza una vera e propria risposta. Al momento ci sono due tipi di pensiero: chi sostiene la quasi 'sacralità' dei tre punti al di là della prestazione. Chi, invece, preferisce imporre le proprie idee tattiche a discapito della vittoria. Un grande pioniere della prima teoria, per esempio, è Massimiliano Allegri che con la Juventus ha vinto tanto, ma esprimendo un tipo di calcio abbastanza statico fatto di difesa e contropiede. Diversi, invece, sono gli allenatori, nel panorama italiano e mondiale, che antepongono al risultato la prestazione tattica della squadra. 

E nella seconda corrente 'calcistica-filosofica' che possiamo inserire Venezia - Salernitana, una partita che i granata hanno ampiamente dominato, con anche diverse azioni da tiki-taka catalano, ma che, a causa di una disattenzione difensiva, alla fine hanno perso. Il gol dell'ex Bocalon, quasi allo scadere del primo tempo, ha interrotto una striscia di risultati positivi messi a segno in questo inizio di campionato. Peccato perché, ieri al 'Penzo, la squadra di Ventura ha subito, anche, la prima sconfitta in trasferta. A parte il risultato, però, i novanta minuti della Salernitana, dati alla mano, sono stati ottimi. Nel complesso i granata hanno tenuto in mano il pallino del gioco per quasi l'intera partita. Il possesso palla finale è a loro favore del 51%. Tanti passaggi, belle trame offensive e diverse verticalizzazioni che in più di un'occasione hanno fatto male alla retroguardia veneta. Addirittura nel primo tempo, dopo nemmeno mezzora di gioco, la squadra campana aveva messo a segno un gol, di Giannetti, poi annullato per fuorigioco, secondo noi, comunque, regolare. Il dato dei passaggi dell'intera partita pende decisamente a favore dell Salernitana: 508 in totale, di cui 410 andati a buon fine. Il calciatore  più preciso è stato il difensore Migliorini, con 74 passaggi completati. Quest'ultimo dato è importantissimo perché ci permette di capire lo stile di gioco di Ventura. Il tecnico ligure predilige la ripartenza dall'azione dal reparto difensivo: pazienza, continuo movimento del pallone e lancio per l'uomo libero. Comunque, alla fine, la Salernitana la partita l'ha persa. Ma questo, comunque, non cancella quanto di buono fatto in questo inizia di stagione. La sconfitta di Venezia deve rappresentare un punto di (ri)partenza: il campionato è lungo e la squadra c'è, ha una sua precisa identità tattica ed è pronta a stupire.