VENTURA: "Cremonese alla partita della vita, voglio bene a questo gruppo"

09.11.2019 13:09 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
VENTURA: "Cremonese alla partita della vita, voglio bene a questo gruppo"

"Vorrei iniziare con una riflessione: stamattina ho aperto le pagine di vari giornali nazionali, non c'è nessuna riga in cui ci siano indicazioni sulle formazioni avversarie. Allora mi chiedo come mai devo dare vantaggi alle altre squadre? In conferenza stampa ho sempre dato molte indicazioni, è un grande vantaggio per le altre e non lo voglio dare più. Capisco che c'è necessità di notizie e quando necessario lo faremo, ma valutiamo tutto ciò che è produttivo per la Salernitana. Qualcosina cambierà nel mio atteggiamento proprio per questo. Quanto a Cerci è rimasto a Salerno a lavorare con Billong, giovedì c'è un'amichevole e vogliamo fargli giocare 90 minuti per avvicinarlo ad una buona condizione". Così Giampiero Ventura apre la conferenza stampa di questa mattina spiegando perchè voglia legittimamente dare meno indicazioni rispetto al passato.

"La Cremonese ha recuperato sicuramente tutte le energie" prosegue "è un vantaggio nullo quello di aver giocato sabato e non lunedì sera. Settimana difficile? E'vero, il maltempo non ci ha aiutato ma siamo stati fortunati perchè gli orari in cui ci siamo allenati la pioggia ha concesso una tregua. Prima dell'Entella mi aspettavo una risposta importante, domani abbiamo un'altra verifica. Il lavoro da fare è ancora enorme se siamo quelli di Pisa, se siamo meglio di quelli di Chiavari è evidente che possiamo toglierci delle belle soddisfazioni. Sappiamo che affrontiamo una squadra in difficoltà che però ha tutte le carte in regola per disputare una stagione importante e farà la partita della vita. Può succedere qualsiasi cosa, ma dopo l'esperienza di Pisa credo che abbiamo alzato il livello di attenzione con tutti i nostri pregi e difetti". 

Si chiede a Ventura che tipo di partita sarà in uno stadio infuocato: "Abbiamo una squadra giovane che ha obiettivi individuali e collettivi: se non hanno motivazioni loro chi deve averle?! Prova a trasmettere qualcosa, ma ad un certo punto del percorso devo calmare le motivazioni, non alimentarle. Dopo la verifica voglio una conferma, serve un grande approccio altrimenti perdi. Se analizziamo i giocatori della Cremonese in molti hanno vinto 5-6 campionati a testa, 9/11 della Salernitana sono reduci da una quasi retrocessione. Pisa può diventare una partita positiva se servirà a migliorarci. Jallow? Ha margini di miglioramento importanti, ma deve lavorare molto. Sta scoprendo alcune cose di cui non era a conoscenza e che forse non gli interessavano, oggi è un ragazzo che si sta "violentando" per capire cosa serve a lui per diventare un giocatore di livello. Oggi non è un giocatore importante, rispetto all'inizio noto un atteggiamento completamente diverso".

Si chiede a Ventura come stiano i calciatori recuperati e quanto possa essere rischioso per una squadra tecnica imbattersi nei campi pesanti: "Come infortunati abbiamo solo Heurtaux e Mantovani. Billong e Cerci devono solo ritrovare la condizione. Ringraziando il cielo i tre calciatori che ho potuto convocare sono in grado di fare uno spezzone di partita, ma sono fermi da settimane e dobbiamo inserirli gradualmente.  Aspetterei a sbilanciarmi sui tempi di recupero per Dziczek. Abbiamo temuto un qualcosa di grave, non mettiamo limiti e affidiamoci alla voglia immensa di recuperare. Dal primo giorno ci sono successe cose impossibili da spiegare, nel riscaldamento al massimo si va incontro ad una contusione. Siamo stati bravi a sopportare tutto in silenzio. Quanto ai terreni di gioco, ricordo il tappeto dell'Arechi che mi sorprese positivamente col Pescara. Per fare calcio vorrei sempre un campo di quel livello. So che a Cremona c'è una situazione di questo genere e sono contento". 

Si parla della convocazione di Maistro: "E' un ragazzo che viene dalla C e ora si trova in Nazionale. Ci sono riflettori accesi, sei circondato da persone intorno che "ti vogliono bene" o che ti invitano fuori la sera. Lì si inizia il primo grande bivio di un giocatore: c'è chi vuole lavorare e chi rimane un qualunquista che si accontenta di vivere felicemente la gioventù. Le scelte non si impongono, bisogna limitarsi ad indicare la strada da seguire. Ci sono giocatori che hanno buttato la carriera, oggi mi incontrano e mi dicono che avevo ragione io". Su Akpro e Jaroszynski: "Akpa mi ha sorpreso positivamente come uomo e come giocatore. Se non avesse avuto quel tipo infortuni forse oggi non giocava a Salerno, è indubbiamente un calciatore importante. Jaro? Ero convinto potesse giocare come terzo centrale, può ancora crescere moltissimo e ha un atteggiamento importante in ogni allenamento. Per questo dico sempre che sono affezionato a questo gruppo".