"Tra tutte le incertezze che una partita di questo livello porta con sè, una certezza c’è: il sostegno dei nostri tifosi". Quanto detto da Serse Cosmi alla vigilia della Semifinale di ritorno non è solo la fotografia della trasferta di Brescia. È una dichiarazione d’appartenenza, un richiamo alla storia della Salernitana e al rapporto viscerale tra squadra e città. Al "Rigamonti" serviranno nervi saldi, coraggio e lucidità. Servirà una Salernitana capace di non farsi consumare dal peso della posta in palio, ma di abitarlo. Cosmi ha tracciato la linea: nessun rimpianto per l'andata, nessuna paura del Brescia, nessuna scusa legata alla fatica. Stasera parlerà il campo. E, come ha ricordato il tecnico, il calcio emetterà la sua sentenza. La Salernitana vuole che sia una sentenza granata mettendosi da parte l'agrodolce pari dell'andata, dall'illusione del clean sheet al capolavoro di Crespi subito allo scadere.

È una prodezza individuale, certo, ma arriva dentro una cornice tattica precisa: il Brescia non aveva mai smesso di portare uomini negli ultimi sedici metri, mentre la Salernitana, negli ultimi minuti, aveva rinunciato a uscire con continuità dal proprio blocco difensivo. Il pareggio lascia una lettura doppia. La Salernitana ha mostrato compattezza, qualità nella ripresa e capacità di correggere la partita dopo un avvio più complicato. De Boer, oltre al goal, è stato uno degli uomini chiave nella gestione della mediana, anche se lo stesso centrocampista ha poi sottolineato la necessità di comunicare meglio quando gli avversari abbassano il trequartista nella zona centrale. Il Brescia, invece, ha confermato di essere squadra matura, capace di alternare pressione, verticalità e pazienza. Non ha dominato per lunghi tratti, ma ha saputo restare dentro la partita anche quando il punteggio sembrava indirizzato.

La Salernitana è uscita dall’"Arechi" con il rimpianto di una gestione quasi perfetta e con una certezza: al ritorno servirà una partita non solo di cuore, ma di piena lucidità tattica. Perchè in una Semifinale così equilibrata non basta colpire: bisogna anche saper chiudere ogni varco, fino all’ultimo pallone. La Salernitana riparte dalla compattezza del gruppo e dalla possibilità di giocarsi tutto con ogni pedina a disposizione. Al "Rigamonti" servirà una prova piena, feroce e intelligente: perchè certe partite non si attraversano, si conquistano.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 27 maggio 2026 alle 00:00
Davide Maddaluno / Twitter: @DavideMaddalun1
vedi letture
Davide  Maddaluno
autore
Collaboratore dal 2019