Il silenzio, a volte, pesa più di una sconfitta. Ed è proprio questa la sensazione che accompagna la Salernitana nelle settimane successive alla conclusione della stagione. Sono trascorsi oltre venti giorni dall'ultima partita e la piazza continua ad attendere quelle risposte che avrebbero potuto arrivare già da tempo. Non perché sia in discussione la solidità della società, un aspetto che nessuno mette realmente in dubbio, ma perché dopo un campionato che ha lasciato inevitabilmente amaro in bocca i tifosi si aspettano di conoscere programmi, uomini e prospettive del nuovo corso. In assenza di comunicazioni ufficiali, conferenze stampa o indicazioni precise, è inevitabile che trovino spazio indiscrezioni, interpretazioni e supposizioni. Un meccanismo naturale, quasi inevitabile, quando il club sceglie di non parlare. Nel frattempo Serse Cosmi continua a godersi il territorio, tra visite in Costiera Amalfitana e apparizioni pubbliche che contribuiscono a consolidare il suo rapporto con l'ambiente granata. È una scelta comprensibile e persino utile sotto il profilo dell'immagine, perché testimonia la volontà dell'allenatore di immergersi nella realtà che lo ha accolto. Tuttavia oggi i tifosi chiedono soprattutto altro. Le fotografie, i sorrisi e gli attestati di stima fanno piacere, ma non possono sostituire le decisioni che una società è chiamata a prendere per programmare il futuro.

Il calcio vive di consenso, ma soprattutto di scelte. Anche perché, a differenza di altre estati, la Salernitana non si trova davanti a una ricostruzione totale. Esiste già una base importante sulla quale lavorare e almeno sette undicesimi della squadra possono rappresentare un punto di partenza credibile per il prossimo campionato. Proprio questa situazione avrebbe suggerito una maggiore rapidità nel definire l'assetto tecnico e dirigenziale, consentendo di programmare con anticipo le operazioni necessarie per rinforzare l'organico. Il punto centrale, infatti, non riguarda i conti o la capacità della proprietà di sostenere economicamente il progetto. Da questo punto di vista non ci sono mai stati dubbi e non ce ne sono oggi. Il vero tema è un altro: individuare gli uomini giusti ai quali affidare la ripartenza. È una riflessione che riguarda inevitabilmente sia l'area tecnica sia quella sportiva e che la società non può permettersi di affrontare con superficialità. Su Cosmi il giudizio deve restare equilibrato. È arrivato in corsa, in una situazione complicata, e nessuno poteva pretendere che riuscisse a conquistare la Serie B nel giro di poche settimane. Sarebbe ingeneroso attribuirgli responsabilità che non gli appartengono.

Diverso è il discorso relativo a Daniele Faggiano. La sua eventuale conferma merita una valutazione approfondita perché i risultati ottenuti nelle ultime esperienze non sono stati all'altezza delle aspettative. Non si tratta di parlare di fallimenti personali o professionali, ma è un dato di fatto che tra Catania e altre piazze gli obiettivi prefissati non siano stati raggiunti. Anche a Salerno gli investimenti effettuati dalla società sono stati importanti. Per costruire una squadra competitiva sono state impiegate risorse significative e il mancato raggiungimento dell'obiettivo impone inevitabilmente delle riflessioni. Nessuno pretende processi sommari o giudizi affrettati, ma una società che vuole aprire un nuovo ciclo deve avere il coraggio di interrogarsi su ciò che ha funzionato e su ciò che invece non ha prodotto i risultati sperati. Nel frattempo la tifoseria aspetta. E forse è proprio questo l'aspetto che merita maggiore attenzione. Il popolo granata non chiede proclami né promesse impossibili da mantenere. Chiede semplicemente chiarezza. Vuole sapere chi costruirà la squadra, chi guiderà il gruppo e quali saranno gli obiettivi della prossima stagione. Dopo settimane di attesa, è una richiesta assolutamente legittima. La sensazione è che la prossima settimana possa finalmente portare le risposte attese. Con Faggiano o senza Faggiano, con Cosmi o senza Cosmi, poco importa. Ciò che conta è che la Salernitana esca da questa fase di immobilismo e inizi a programmare concretamente il proprio futuro. Perché il tempo delle riflessioni è abbondantemente finito.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 00:00
Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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Luca Esposito
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Direttore Responsabile dal 2017