Al trigesimo della scomparsa di Carlo Ricchetti ha partecipato anche Delio Rossi, che lo ha lanciato come calciatore prima al Foggia e poi alla Salernitana. I due, poi, fuori dal campo sono rimasti legatissimi.   “Con Carlo siamo diventati amici nel momento stesso in cui io non sono stato più un suo allenatore e lui un mio calciatore – ha detto mister Rossi a Liratv -. L’amicizia si basa sullo stare allo stesso livello e quando uno gioca e l’altro l’allena non si può essere sullo stesso piano. Ci siamo conosciuti, abbiamo passato le vacanze insieme e siamo vicini di ombrellone con le rispettive famiglie. Ho conosciuto un altro Carlo, era il minimo essere qua. Non ho perso un ex calciatore, ma un amico.

Mi fa particolarmente piacere vedere questo affetto da parte soprattutto dei suoi ex compagni. Viviamo in un mondo, quello del calcio abbastanza fatuo. Essere amici dopo 30 anni significa che oltre alle qualità tecniche c’erano altri valori, dico sempre che ho avuto una bella carriera ma sono legato a due squadre, la Salernitana che sfiorò la A da neopromossa, e il Foggia in quei due mesi che non sono riuscito a vincere il campionato. Vincere o perdere è legato a situazioni che esulano dalla bravura e dalla capacità, essere uomini rimane tutta la vita e queste due squadre hanno incarnato questo spirito. Molta gente non tiene in giusta considerazione che se si vuole avere futuro si deve avere grande rispetto del passato.

Certe persone invece hanno fatto grande questa squadra e hanno dato quel qualcosa in più, a molti non avendo grandi capacità o grande presenza possono dar fastidio queste persone, ma così facendo ingigantiscono ancora di più la grandezza di chi non è stato rispettato. Il ricordo che mi porto nel cuore di Carlo? Tanti, ma onestamente mi porto quello che lo vede ai fornelli, in pantaloncini a cucinare, l’ultima cosa che potevo pensare quando lo allenavo alla Salernitana”.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 29 novembre 2025 alle 18:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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