Walter Sabatini, Massimo Mariotto, Marco Valentini e Antonino Imborgia hanno risposto sulle colonne del nostro quotidiano a due domande legate al futuro della Salernitana. I quattro ex direttori sportivi granata si sono confrontati sui temi che dividono tifosi e addetti ai lavori. Giusto ripartire dalla base di una squadra che ha chiuso il campionato al terzo posto, raggiungendo la semifinale playoff, oppure è necessario intervenire in maniera più profonda sull’organico? E la conferma di Daniele Faggiano rappresenta la scelta corretta per il futuro? Le loro risposte restituiscono un quadro piuttosto chiaro: nessuno invoca una rivoluzione totale, ma tutti ritengono necessario intervenire per rendere la squadra più competitiva.

Walter Sabatini è il più deciso. L’ex dirigente granata promuove senza esitazioni la scelta del club di proseguire con Faggiano e Cosmi. «Hanno bisogno di tempo», spiega, sottolineando come un allenatore riesca spesso a incidere maggiormente dopo aver consolidato il rapporto con il gruppo. Su Serse Cosmi aggiunge che «raramente ha sbagliato nel medio periodo», mentre per quanto riguarda il direttore sportivo non nasconde la propria stima. «Faggiano è uno dei dirigenti più bravi della categoria. È un uomo di calcio che conosce perfettamente le dinamiche e le difficoltà di questo livello». Per Sabatini la società ha fatto bene a confermare entrambi e la stabilità può rappresentare una base importante sulla quale costruire il futuro.

Massimo Mariotto parte invece dall’analisi dell’ultima stagione. «La Salernitana non è mai stata una squadra perfetta», osserva, ricordando come anche la crescita registrata con l’arrivo di Cosmi sia maturata all’interno di un organico che presentava alcuni limiti strutturali. Per questo motivo non ritiene opportuno azzerare tutto. «Non bisogna smantellare la squadra, ma inserire tre o quattro elementi che possano portare freschezza, qualità e una mentalità nuova». Mariotto invita anche a contestualizzare il percorso della proprietà. «La Serie C è un campionato difficilissimo e spesso investire tanto non basta per vincere». Sul conto di Faggiano il giudizio resta positivo. «Merita fiducia. Ha vissuto una stagione complicata anche dal punto di vista personale ed è un professionista di grande valore che sa fare calcio e relazionarsi con tutte le componenti della piazza».

Più orientato verso un cambiamento significativo è Marco Valentini. Per l’ex direttore sportivo il calcio moderno impone una riflessione profonda sulla composizione dell’organico. «Oggi servono intensità, corsa e ritmi elevatissimi», afferma, spiegando perché a suo giudizio la Salernitana debba ringiovanire sensibilmente la rosa. «Una squadra troppo avanti con l’età fatica a sostenere determinati carichi di lavoro ed è più esposta agli infortuni». La sua ricetta è chiara. «Terrei cinque o sei elementi esperti e costruirei il resto della rosa con calciatori under 25». Nonostante questa visione più innovativa sul mercato, Valentini difende la scelta della continuità a livello dirigenziale. «L’ho sempre detto anche alla proprietà: i risultati arrivano attraverso la continuità e la costruzione di un gruppo stabile nel tempo». Un concetto che ritiene ancora più valido dopo anni caratterizzati da continui cambiamenti tra allenatori, direttori sportivi e giocatori.

Anche Antonino Imborgia si schiera dalla parte della continuità. «La squadra ha sostanzialmente fatto il massimo possibile nelle condizioni in cui si è trovata a operare», sostiene l’ex dirigente, evidenziando le difficoltà legate a un organico appesantito da contratti lunghi e da situazioni non semplici da gestire. «Questi fattori hanno inevitabilmente limitato il lavoro del direttore sportivo». Per questo motivo ripartirebbe dalla base esistente. «Interverrei soltanto nei ruoli chiave con quattro o cinque innesti di qualità». Nessuna rivoluzione, dunque, ma interventi mirati. Imborgia promuove anche la conferma di Cosmi e Faggiano, aggiungendo però una considerazione significativa. «C’è bisogno di riportare maggiore serenità nella gestione quotidiana del club».

Le sfumature non mancano, ma il quadro complessivo appare piuttosto chiaro. Nessuno dei quattro direttori invoca una rivoluzione totale. C’è chi, come Valentini, spinge per un deciso ringiovanimento dell’organico e chi, come Sabatini, Mariotto e Imborgia, preferisce ritocchi più limitati. Tutti, però, concordano sulla necessità di dare continuità al lavoro avviato e considerano corretta la conferma di Daniele Faggiano. Dopo anni segnati da cambiamenti frequenti, la Salernitana sembra aver scelto una strada diversa. Toccherà adesso al campo stabilire se la fiducia accordata a dirigenti e allenatore sarà la base di quella crescita che l’ambiente granata continua ad attendere

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 07:00 / Fonte: la Città
Gaetano Ferraiuolo
vedi letture
Gaetano Ferraiuolo
autore
Caporedattore dal 2024