Se c’è una costante che definisce la piazza di Salerno, è che il calcio non è mai una semplice questione di categoria. Lo stadio "Arechi" è un termometro emotivo, un catino bollente che riflette fedelmente lo stato d’animo, le speranze e le delusioni di un’intera provincia. Qualcosa da studiare a livello sociologico, come amava ripetere il presidente Marco Mezzaroma estremamente sorpreso per quel senso d'appartenenza che va ben oltre i 90 minuti della domenica.
Analizzare i dati delle campagne abbonamenti degli ultimi 20 anni (2005-2025/26) significa ripercorrere montagne russe fatte di fallimenti, rinascite dalle ceneri dei dilettanti, l'era della multiproprietà, il sogno della Serie A e la dura realtà del presente. Ecco come è cambiata, anno dopo anno, la mappa della fedeltà granata.
L'era Lombardi e quella Lotito-Mezzaroma (2005 - 2021)
Dopo lo shock del fallimento del 2005 (Salernitana Sport di Aliberti) e l'iscrizione tramite Lodo Petrucci con la Salernitana Calcio 1919 guidata da Lombardi, il pubblico rispose presente ma con comprensibile diffidenza. Il post-fallimento (2005-2007): In Serie C1, la media abbonati si assesta intorno alle 2.500-3.000 tessere. L'Arechi vive una fase di transizione emotiva, con boom di 5200 tessere nel 2007-08 soprattutto in concomitanza con l'arrivo di Arturo Di Napoli e con la grande festa in Piazza della Concordia,
Il ritorno in B (2008/09): Con la promozione guidata da Brini, l'entusiasmo si riaccende. Gli abbonati balzano a oltre 5500 tessere, con picchi storici di presenze allo stadio. Dopo il secondo fallimento del 2011, Salerno riparte dai dilettanti con il "Salerno Calcio" di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma. Nonostante la categoria e la perdita del nome storico (inizialmente), i botteghini registrano cifre non irresistibili per la Serie D: circa 650 abbonati, ma 12mila spettatori nel match contro il Monterotondo che battono persino molte compagini di Serie B e C dell'epoca.
Il Consolidamento e la Freddezza della "Multiproprietà" (2015 - 2021)
Il ritorno in Serie B nel 2015 consolida la Salernitana nel calcio che conta, ma apre anche una profonda frattura sul tema della "comproprietà" con la Lazio. La tifoseria, pur amando i colori, vive stagioni di gelo contro la presidenza Lotito, percependo un tetto invisibile oltre il quale la squadra non può andare per regolamento. Ecco i numeri:
La storica promozione in Serie A avviene nell'anno del COVID-19.
Nota: I dati mostrano chiaramente come la diffidenza verso la multiproprietà avesse progressivamente eroso lo zoccolo duro dei tesserati, scesi sotto le 3.000 unità nonostante la categoria d'élite. Con la cessione della società al "trust" e il successivo acquisto da parte di Danilo Iervolino nei primi minuti del 2022, a Salerno esplode una vera e propria febbre granata. La miracolosa salvezza firmata Davide Nicola accende una miccia che non si vedeva dai tempi della storica Serie A del 1998/99.
Il record moderno (2023/24): Con quasi 11.000 tesserati, la Salernitana tocca il picco massimo degli ultimi 25 anni. L'entusiasmo per gli acquisti (tra cui la permanenza di Boulaye Dia e la presenza di Antonio Candreva) spinge la tifoseria a riempire costantemente la Curva Sud "Siberiano" e i Distinti. Il calcio, tuttavia, toglie con la stessa velocità con cui dà. La disastrosa stagione 2023/24, culminata con una retrocessione precoce e dolorosa in Serie B, ha inevitabilmente lasciato scorie pesanti nell'ambiente.
La stagione del riscatto in Serie B (2024/25): Nonostante la retrocessione e l'incertezza societaria estiva, il popolo granata ha comunque risposto con dignità e orgoglio, superando le 4.500 tessere sottoscritte. Un dato che, pur dimezzato rispetto alla Serie A, ha confermato Salerno tra le piazze più calde della serie cadetta.
La situazione attuale (2025/26): In un clima di rifondazione e forte ridimensionamento dei costi aziendali, la sottoscrizione degli abbonamenti riflette un momento di attesa e transizione. Lo zoccolo duro (attorno alle 4.000-5.000 tessere) resiste strenuamente, dimostrando che, a prescindere dal nome del presidente o dai risultati sul campo, l'abbonamento alla Salernitana rimane, prima di tutto, un atto di fede territoriale.
L'analisi dei dati evidenzia tre grandi verità sul pubblico salernitano: La categoria conta, ma fino a un certo punto: Salerno è capace di fare più abbonati in Serie D (3.200) di quanti ne facesse in Serie B nei momenti di massima contestazione a Lotito (2.700). L'entusiasmo della piazza è strettamente legato alla trasparenza e all'ambizione del progetto societario.
Il potenziale inespresso è enorme: Il picco degli 11.000 abbonati in Serie A dimostra che, se stimolata adeguatamente, Salerno ha numeri da medio-grande club europeo. Uno zoccolo duro indistruttibile: Qualunque sia la tempesta, la Salernitana sa di poter contare su una base minima di circa 3.000 anime che non abbandoneranno mai l'Arechi, sia che si giochi contro la Juventus, sia che si sfidi il Budoni.
Di seguito una riflessione che facemmo un anno fa, quando in 5200 sottoscrissero l'abbonamento nonostante la doppia retrocessione di fila. Per leggerlo [CLICCARE QUI]
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