Dignità. È quello che chiedono i tifosi. Ma è soprattutto quello che meritano dopo una stagione di umiliazioni e delusioni, susseguitesi senza sosta dallo scorso Giugno ed iniziate con quella famosa cena tra Paulo Sousa e Aurelio De Laurentis. Da lì l'inferno, o meglio la lenta e inesorabile discesa verso il baratro. Una squadra demotivata, uno spogliatoio spaccato, un tecnico non convinto, un patron assente, un diesse non all'altezza: tutti ingredienti di una frittata che di li a poco sarebbe stata cucinata a puntino.

È così, partita dopo partita, la Salernitana girava su se stessa, come un mestolo che gira con moto costante e perpetuo il cibo nella pentola in cottura, senza che nessuno riuscisse ad invertite la rotta. È cambiato il manico, una, due volte, ma il sapore di una stagione amara è deludente è sempre rimasto lo stesso, anzi diventava sempre meno saporito e più indigesto per le migliaia di tifosi che onora a o la maglia sugli spalti dell'Arechi e di mezza Italia. Fino a domenica scorsa, dove è andato in scena l'ennesimo scempio a cui i tifosi hanno dovuto assistere.

Ma ora basta, è ora di voltare pagina e andare avanti. È ora di riprendersi e di riscuotere quella dignità di cui una piazza intera è stata privata senza motivo per ormai nove mesi. Salerno merita rispetto, e di concludere questo travagliato campionato in maniera degna e dignitosa, evitando figuracce, le ennesime, e umiliazioni, già troppe volte patite e sopportate con rispetto ed educazione, dimostrando la superiorità di un popolo, quello granata, rimbalzata agli occhi ed alle orecchie di un paese interno. Ora basta. Ora vogliamo i fatti. 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 21 marzo 2024 alle 00:00
Autore: Roberto Sarrocco
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