IL BELLO DEL CALCIO: gastronomia e cultura, alla scoperta della città...avversaria

20.09.2019 21:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
IL BELLO DEL CALCIO: gastronomia e cultura, alla scoperta della città...avversaria

Trasferta siciliana in posticipo serale domenica 22 settembre nel campionato di Lega B 2019/20 per la Salernitana di Giannetti e compagni. I granata sono di scena allo stadio Provinciale (Via G.Cesaro’- Casa Santa di Erice-8.000 spettatori )per una sfida davvero delicata contro il fanalino di coda Trapani guidato dall’esordiente Baldini L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorio trapanese

Antipasti di mare

Paccheri allo spada

Busiate con pesto alla trapanese

Spigola pomodorini e capperi

Sgombro

Pesciolini fritti

Cassata e cannolo

Vino locale dogc

PRODOTTI TIPICI DELLA ZONA

La cucina trapanese è la gastronomia tradizionale di Trapani e della sua provincia. Pur avendo molto in comune con la cucina siciliana, risente, più di altre aree della Sicilia, del maggior numero di "contaminazioni" di altre cucine e in particolare dell'influenza araBa. E assume una fondamentale differenza nel massivo uso del pesce al posto della carne. Tra i piatti tipici troviamo il cous cous, gli arancini di riso, le cassatelle di ricotta, le genovesi ericine, le spince, lo sfincione di San Giuseppe e le sarde beccafico.

Clima e territorio

La temperatura sara’ gradevole: previsti 24 gradi per una serata piacevole.

La mitologia vuole che una falce caduta dalle mani di Cerere oppure di Saturno, quest’ultimo il tradizionale dio patrono della città, si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse poi la città, per tale forma detta appunto Drepanon (“falce” in greco antico). 

Nell’Eneide, Virgilio racconta che il padre di Enea, Anchise morì a Drepanum e, dopo la fuga da Didone, l’eroe troiano vi ritornò per celebrarvi dei giochi, i ludi novendiali.

Tra IX e VIII secolo a.C. si affermò a Trapani l’influenza punica.

Nel 241 a.C., Gaio Lutazio Catulo sbaragliò la flotta cartaginese nella battaglia delle Isole Egadi che pose fine alla guerra. I Romani così conquistarono la città, latinizzandone il nome in Drepanum.

I Romani trattarono le città siciliane a seconda della loro condotta durante la guerra punica.

Dopo i Romani, dominarono la città i Vandali, poi i Bizantini, ma fu nel IX secolo d.C. con gli Arabi (che la chiamarono Itràbinis, Taràbanis, Tràpanesch), e poi con i Normanni che la conquistarono nel 1077 guidati da Ruggero II, che la città raggiunse un fervido sviluppo, florida nei commerci e nelle attività culturali, e il porto ebbe grande fermento anche grazie alle crociate. Il porto di Trapani durante il Medioevo fu uno dei più importanti del Mediterraneo: tutte le più potenti città marinare (Genova, Pisa, Venezia, Amalfi) avevano un consolato nel porto trapanese e, specialmente con le prime due, Trapani aveva l’accordo per fungere da scalo verso i loro possedimenti nell’Africa settentrionale.

Dopo le brevi parentesi sabauda (1713) e austriaca (1720), dalla seconda metà del Settecento inizia il Regno borbonico con il Regno delle due Sicilie (1738), che continuerà fino al 1860. I Borboni procedettero alla bonifica di alcune aree della città e al suo sviluppo urbanistico. In questo periodo i trapanesi si dedicano al commercio e all’industria del sale e alle tonnare.

Dopo la Prima guerra mondiale (durante la quale Trapani ebbe circa 700 caduti), la città visse un periodo di sviluppo: le industrie legate alle saline, alle tonnare, al vino, all’olio fecero di Trapani una città particolarmente dinamica non solo dal punto di vista economico ma anche culturale.

Nel referendum del 1946 la Provincia di Trapani si schierò, unica in Sicilia, in maggioranza per la Repubblica. Il capoluogo, al contrario, espresse un voto monarchico. Tra il 1950 e il 1965 vi fu una lenta ripresa delle attività industriali e commerciali, ma la città non si risollevò mai del tutto dalla crisi dell’immediato dopoguerra ripiegando anonimamente nel terziario e nelle attività connesse al suo ruolo politico e amministrativo di capoluogo di provincia. Il terremoto della Valle del Belice del gennaio del 1968 provocò morte e dolore anche nella città di Trapani. Altri lutti con l’alluvione del 1965 e con quella del 5 novembre 1976 che provocò 16 morti.

Con gli anni novanta la città si è proposta con più convinzione rispetto al passato come meta di interesse turistico, storico, culturale e sportivo attraverso piani di riqualificazione del centro storico, la realizzazione di nuove infrastrutture urbane, l’incremento di attività ricettive, di ristorazione e di intrattenimento, e con una più spiccata attenzione alla valorizzazione del suo ingente patrimonio storico, architettonico e naturalistico.

Negli ultimi anni la città ha assunto anche una rilevanza internazionale con eventi di indubbia importanza sia culturale, come le mostre su Caravaggio, Leonardo Da Vinci e del Crocifisso Ritrovato di Michelangelo, sia sportivo con alcune delle fasi della America’s Cup. Non è necessario utilizzare un’auto per visitare il centro storico di Trapani. Non è una città grandissima e può essere facilmente visitata a piedi. Qui non ci sono edifici famosi o di particolare interesse, ma una breve passeggiata attraverso i suoi stretti vicoli sarà un’esperienza davvero piacevole. Le strade più antiche sono Via Garibaldi, Corso Italia e Corso Vittorio Emanuele. Se vi trovate a Trapani, è d’obbligo fare una visita al suo comune più vicino, Erice. Questo borgo medievale è arroccato su una scogliera rocciosa a oltre 750 metri sul livello del mare, ed offre una splendida vista su Trapani, sulle Isole Egadi e su San Vito Lo Capo. È uno dei punti panoramici più belli di tutta la Sicilia

A Trapani, non perdetevi la via del sale. Vi porterà lungo le saline, da Trapani a Marsala. Queste rappresentano uno dei principali luoghi di interesse di questa località! La vista delle saline e degli antichi mulini a vento (utilizzati per macinare il sale) riflesse nell’acqua è semplicemente incantevole. Le saline sono all’interno di una riserva naturale, che ha permesso il restauro di alcuni di questi mulini. Ad ogni modo, la maggior parte di questi non sono più attivi oppure vengono semplicemente utilizzati per qualche piccola produzione tradizionale. Satolli ma pienamente soddisfati corriamo poi allo stadio Provinciale a gridare SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE FORZA SALERNITANA