LA STORIA - Niente chemio, Gianni presenta il Centenario della Salernitana

15.06.2019 22:30 di Antonio Siniscalchi   Vedi letture
Fonte: La Città
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
LA STORIA - Niente chemio, Gianni presenta il Centenario della Salernitana

Cent’anni e mille storie. Il capodanno granata è un’apoteosi sotto le stelle, da far brillare allo scoccare della mezzanotte di martedì, quando il piazzale della Curva Sud Siberiano sarà l’El Dorado d’una passione che festeggerà come non era mai successo l’arrivo del 19 giugno. Un secolo fa, al civico 67 del fu Corso Umberto I, nacque l’Unione Sportiva Salernitana, la Bersagliera d’un popolo intero, e Gianni Novella sarà il primo a gridarle “buon compleanno”. I gruppi ultras hanno affidato a lui, affiancato da Ciro Girardi e Anna Maria Baccaro, la presentazione del “veglione” dell’Arechi. E Gianni, pur d’accettare l’invito, ha fatto qualcosa che non tutti capiranno. "Ho chiesto di spostare la chemio. Era fissata per lunedì. Non ce l’avrei fatta, il giorno dopo, a stare su quel palco. Però ai ragazzi della Sud non potevo dire no". Le parole d’un gigante, scandite con il sorriso. Non l’ha mai perso, neppure in questo periodo d’inferno in cui ha cominciato a convivere e combattere con un mostro che minaccia di fargli molto male. Così l’ha sfidato, senza partire dal presupposto che l’avversario fosse più forte. "La Salernitana è la mia miglior terapia", racconta Novella mentre si prepara all’incontro per metter nero su bianco la scaletta di martedì sera. I medici già sanno. Con loro l’appuntamento slitta di qualche giorno. "Io mi sento bene, e allora sono pronto a dare il mio contributo per il Centenario. Un onore e una grande responsabilità", le parole di Gianni che sarà volto e voce pure del gala delle vecchie glorie il 20 giugno a Santa Teresa. Sono i giorni della storia, e lui che sugli spalti ha vissuto metà di questo percorso, tifoso granata da mezzo secolo (a fine anni Sessanta papà ha cominciato a portarmi al vecchio Vestuti), ha deciso di viverli intensamente, con buona pace del mostro di cui non ci si può fidare. "I medici sono stati chiari. Mi hanno detto: “Signor Novella, la prognosi è grave e i tempi...”.