Abbonarsi è un atto di fede. Alcune volte, tipo in serie A, non c’è neppure bisogno di chiederlo, si fa da sé. Molte altre, tipo di questi tempi, va sollecitato. La Salernitana ha saputo approcciarsi. In primis perché ha rispettato i suoi vecchi abbonati, con agevolazioni che tengono conto – in ordine sparso, come vi pare – che purtroppo i granata sono ancora in C e che il calcio non può esser un lusso. Prezzi onesti per i nuovi che voteranno – espressione antica ma che conserva il suo fascino – la “fiducia a scatola chiusa” d’inizio stagione, decisamente vantaggiosi per i reduci d’un campionato scorso in cui, emozioni dei playoff a parte (che non rientravano nel “pacchetto”), c’è stato più da patire che da esaltarsi.

È un segnale apprezzabile che il club lancia, in un tempo in cui nelle tasche della gente di soldini ce ne sono pochi, lo sappiamo tutti ma quasi nessuno, ciascuno per le sue ragioni nell’effetto domino del “caro vita”, dà dimostrazione d’essersene accorto. E invece per la sua parte, pur senza rivendicarne l’ispirazione, la Salernitana ha risposto alla mobilitazione di tantissimi tifosi che in tutta Italia hanno firmato una petizione “per un calcio giusto e popolare”. Fin qui il dato meramente economico.

Poi c’è il modo in cui la campagna abbonamenti è stata presentata in chiave digital. Nei commenti social, che hanno sostituito o quanto meno “allargato” la piazza dinanzi al bar dello sport, quasi nessuno ha parlato di prezzi, ché in fondo una Curva costa quanto oggi una pizza (persino molto meno per chi rinnova la sua fedeltà). E così il dibattito s’è “spostato” sul video di presentazione realizzato con l’Intelligenza Artificiale. Altro tema (molto) interessante, su cui l’area comunicazione granata ha dimostrato coraggio e voglia di futuro. Sì, perché se è vero che i testi – che ormai invadono il web – battuti con l’AI si riconoscono lontano un chilometro, spesso provocando imbarazzo più che vantaggio a chi ne fa uso e abuso, è altrettanto evidente che l’Intelligenza Artificiale oggi è uno strumento e saperla utilizzare è un valore. Di più: criticare chi ne sfrutta il potenziale – enorme, se sai governarlo – è un po’ come pensare di ricopiare ancora a mano una lista anziché far copia-incolla, oppure di tornare a casa ad accendere il PC per leggere un’email a cui si può istantaneamente rispondere dal telefonino. Tanto per rendere l’idea.

È così: una volta i “creativi” erano geniali perché sapevano usare il Photoshop o i programmi d’animazione, ora devono metter mano – e i più bravi lo stanno già facendo – alle opportunità che l’universo dell’AI fornisce. Il team di professionisti che lavora per la Salernitana ha scelto questa linea da tempo, sa come cavalcarla ed è riuscito a innovare una comunicazione istituzionale che la tecnologia è in grado di rendere dinamica, originale ed empatica se è figlia d’un’idea. Del resto, chi l’ha studiata efficacemente presenta l’Intelligenza Artificiale per metafore. Ce ne sono in giro tante: chi scrive preferisce quella d’una tigre che rincorre due amici, in fuga a piedi nudi. Uno dei due fuggitivi si ferma per mettersi le scarpe, e quello ancora scalzo gli urla addosso: “Ma cosa fai? Tanto la tigre è più veloce e comunque ci raggiungerà”. Così, l’altro amico gli risponde: “Sì, è vero! Ma io con le scarpe riuscirò comunque a correre più veloce di te”.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 19 luglio 2026 alle 10:00 / Fonte: Dario Cioffi - lacittadisalerno
Lorenzo Portanova
vedi letture
Lorenzo Portanova
autore
Caporedattore dal 2023