Che questa squadra fosse tecnicamente modesta e che Raffaele avesse fatto molto di più di quanto consentisse un organico da medio-bassa classifica lo abbiamo detto anche quando si vincevano con tanta fortuna le prime gare di campionato. Se poi qualcuno davvero pensava di vincere la C con Anastasio, Golemic, Donnarumma, Tascone, Capomaggio, Frascatore, Ferraris e Carriero allora è un altro discorso e alziamo le mani. Ma l'umiliazione di oggi è la fotografia di questo triennio orribile e che ha nomi e cognomi ben precisi. Altro che le fesserie sulla politica e gli alibi di chi ancora difende l'indifendibile.

L'occhio del padrone ingrassa il cavallo, dice il proverbio, e l'imminente cessione della società (decisa con la B ancora in palio, altro capolavoro strategico)  non giustifica la totale assenza di chi da anni è ben retribuito e ha mantenuto cariche di prestigio senza mai rassegnare le dimissioni pur essendosi fisicamente allontanato da Salerno e dalla Salernitana. Il presidente Maurizio Milan, quello dei progetti triennali e che assicurava tutti sulla precisa volontà di non vendere il club e di tornare quanto prima in A, dov'è? Dov'è stato in questi mesi quando lo spogliatoio si stava spaccando e mentre Faggiano commetteva errori a iosa? Facile girare i club o presentare le feste quando le cose vanno bene. Ora chi s iassume le responsabilità mettendoci la faccia sotto la curva e giustificando un altro torneo fallimentare, disastroso e che sta allontanando tutti dallo stadio?

E l'amministratore delegato Pagano (a onor del vero l'unico quantomeno a garantire un minimo di vicinanza, pur con qualche uscita social che la gente non ha apprezzato affatto) è ancora convinto che questa rosa possa fare a occhi chiusi la serie B o si è convinto che il proprietario ha allestito una squadra scadente come poche altre viste nella storia della Salernitana? Domani mattina questi signori dovrebbero andare in ritiro quantomeno per ritrovare un minimo di mentalità vincente e spirito battagliero in vista del derby col Benevento che, di fatto, quasi certamente festeggerà la B all'Arechi. Altro smacco per una piazza che ha avuto una sola colpa: diffidare da chi, nel 2023, certe cose le aveva dette in largo anticipo mentre altrove si propinavano le tabelle degli allenamenti di Sousa.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 28 marzo 2026 alle 17:43
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024