L'ex centrocampista di Potenza e Salernitana Enrico Zampa è intervenuto a 'TuttoSalernitana', trasmissione in onda su SeiTv:
"Si è ritrovata in un campionato difficile ma affascinante. È uno dei campionati più belli, il Girone C è una sorta di B2. Il Benevento è quasi certo della Serie B, poi c’è il Catania che ha perso dei colpi. Anche dietro la Salernitana ci sono squadre che hanno fatto bene. Raffaele è un ottimo allenatore, Cosmi l’ho avuto a Trapani ed è una garanzia. Sono sicuro che la Salernitana blinderà il terzo posto per poi giocarsi tutto nei playoff. Ricordo con piacere l’Arechi: è difficile per tutti, diventa una bolgia e può dire la sua nei playoff. Il Potenza penso che ce la farà a vincere la Coppa, si giocheranno tutto a Latina. Domani sarà una bella partita, sono state due tappe fondamentali della mia carriera. Salerno mi ha formato a livello caratteriale: giocare a 20 anni in una piazza così esigente ti fa crescere. È una piazza che ricordo con piacere, sento spesso degli amici, anche Faggiano l’ho avuto a Trapani".

Saranno playoff difficili.
"I playoff sono un terno al lotto, può succedere di tutto. Ci sono squadre importanti, una su tutte è l’Ascoli che gioca un calcio straordinario. In estate ci ho giocato in amichevole e mi ha impressionato. Ora si gioca lo scontro diretto con l’Arezzo, che potrebbe anche riaprire il campionato. La Salernitana può essere una mina vagante. Giocare con una curva che spinge così diventa difficile: quando vinsi la C2 con la Salernitana, la palla entrava da sola quando si attaccava sotto la Sud".

Conosci qualcuno della rosa attuale?
"Ho giocato con Matino a Potenza, ho affrontato Tascone e Carriero. Ne conosco molti per averci giocato contro. È una squadra forte che ha avuto qualche problemino strada facendo, ma è in lotta per blindare il terzo posto. Alle spalle corrono, ma penso che alla fine ce la farà per giocarsi tutto ai playoff".

Essere arrivato con grandi aspettative ti ha messo pressione addosso?
"È stata un’annata difficile. Ero titubante nel venire a Salerno, ma non per la piazza. Avevo esordito in Europa League e avevo richieste dalla B, spingevo per andare lì. È stato un tira e molla con Lotito fino al mio arrivo. Non sono venuto con grande entusiasmo, poi col passare del tempo mi sono reso conto di dove ero. Era la mia prima esperienza tra i grandi e farla in una piazza così è stato difficile. Giocai le prime gare senza aver fatto il ritiro e ne risentii. Poi si è parlato anche troppo, sono stato un po’ esaltato. Ero in uno spogliatoio con Guazzo e Ginestra, completamente diverso dalla Primavera. Alla fine sono contento: non sono stato protagonista assoluto, ma mi sono ritagliato il mio spazio e abbiamo vinto il campionato".

Le sconfitte negli scontri diretti hanno tolto convinzione?
"Sì, a livello mentale pesano tanto. Ti giochi tutto e poi arriva la batosta, non è facile rialzarsi, soprattutto in una piazza esigente. È stato un crocevia fondamentale: la Salernitana ha peccato lì, ma i risultati stanno tornando. Il campionato è andato, ma ora devono dare il massimo per la promozione: Salerno non merita questa categoria, merita la Serie A per città, tifo e blasone".

Sul dualismo con Perpetuini a Salerno.
"Lotito lo conoscete, se raccontassi certi aneddoti ci sarebbe da ridere. È stato un presidente importante che ha riportato la Salernitana dove meritava. Mi diceva in romano: ‘Vai e giochi tutte le partite’. Mi parlava sempre bene di Salerno. Col senno di poi ho perso qualche occasione: potevo andare a Bari e fare un percorso come Cataldi. È andata così, ma sono soddisfatto: sto bene e posso ancora dare tanto".

A centrocampo manca un giocatore alla Zampa?
"Alla Salernitana manca un vero regista. Capomaggio mi piace e può fare bene, Carriero e Tascone sono più incontristi. Un vero play avrebbe fatto comodo a questa squadra".

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 27 marzo 2026 alle 21:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023