Nella splendida cornice della Lega Navale Italiana è andata in scena questa mattina la presentazione del libro “90 minuti e una vita intera” ideato e scritto dall’Onorevole Andrea De Simone, un’opera di spessore che sta riscuotendo grandissimo successo e che è incentrata sull’amore per la Salernitana e sull’impatto della squadra del cuore nella vita di ciascuno di noi. Un tuffo nel passato e un emozionante viaggio nei ricordi, tra aneddoti e retroscena che partono dai magici tempi del Vestuti sino ad arrivare ai giorni nostri, a quelle nuove generazioni che potranno innamorarsi della prima realtà calcistica cittadina anche attraverso un capolavoro del genere.
Dinanzi a un pubblico numeroso e appassionato, i vari relatori hanno emozionato i presenti raccontando le proprie esperienze personali legate alla Bersagliera. A prendere parola per primo è stato Enzo Sica, veterano dei giornalisti salernitani. E’ toccato poi all’avvocato Luciano Provenza, fondatore del gruppo Granata By Night:
“Il libro dell’Onorevole De Simone è un gioiello da custodire gelosamente nella nostra collezione a tinte granata, ancor di più perché il ricavato sarà devoluto in beneficenza. Tornare con la mente all’epoca del Vestuti ci regala sensazioni impossibili da descrivere. Come dimenticare il tradizionale “Boss, posso entrare con voi?”, con il gruppo degli orfanelli e personaggi come “Baffone” che fanno parte a tutti gli effetti di questa storia che ci rende orgogliosi. Non c’erano i social ed era un piacere ritrovarsi il lunedì a Piazza Casalbore per parlare di Salerno e della Salernitana con un orgoglio smisurato e con un pensiero fisso rivolto al cavalluccio marino”.
“Ancora oggi trascorro del tempo in tribuna ripensando ai bei tempi del Vestuti. Anni d’oro nel tempio del calcio, uno stadio che andrebbe recuperato dalla nostra amministrazione comunale perché è il simbolo vero della nostra salernitanità” ha aggiunto un tifoso di vecchia data con le lacrime agli occhi mostrando con orgoglio una maglia di Pierino Prati. “E’ questa la nostra magia” ha aggiunto con visibile e palpabile emozione “da Salerno sono passati tanti campioni e quasi si meravigliano che la gente li ricorda con amore e riconoscenza. Prati è stato qui un solo anno, ha giocato un numero di partite ridotto a causa di un infortunio grave rimediato col Savoia. Eppure fa parte della nostra storia. Segnale evidente che a noi basta che mettano il cuore e sudino la maglia, i risultati sono secondari”.
In sala presenti anche l’ex dirigente della FIGC Salvatore Gagliano (“Chiunque prenderà la Salernitana ricordi che siamo una grande piazza, che meritiamo rispetto e che vogliamo gente che onori un pubblico che non lascia mai da sola la propria squadra del cuore” le sue parole), il noto politico e tifosissimo granata Antonio Cammarota, esponenti della curva Sud come Raffaele “Il Vikingo”, Massimo Falci del Centro di Coordinamento Salernitana Club e altri autorevoli personaggi del mondo istituzionale locale. Tutti in piedi per Andrea De Simone che ha dichiarato quanto segue:
“Questo libro non è un almanacco, ma un viaggio emozionale che intende toccare le corde del cuore e coinvolgere i giovani tifosi. Da Prati alla storica figura di Peppino Soglia, passando per Carmando e altri personaggi che vivranno sempre attraverso racconti e ricordi. Entrare nelle scuole e parlare a centinaia di ragazzi della nostra Salernitana è stata un’esperienza unica, narrata da chi era abituato a un altro tipo di calcio. Quello in cui il presidente trascorreva il suo tempo con i calciatori, con la dirigenza, con la gente. Senza scappare dopo il primo striscione di protesta e accettando che una tifoseria così calorosa possa applaudire quanto fischiare se ritiene che lo spettacolo non sia degno delle aspettative.
Qui la spinta popolare è un’arma in più, una componente molto importante, un valore aggiunto che va coltivato quotidianamente battendo sul tasto dei sentimenti. Non vogliamo sentir parlare di bilanci, spese, conti in rosso e cose di questo genere. Noi vogliamo piangere di gioia, emozionarci, abbracciarci ed esultare sia per i risultati sportivi, sia – soprattutto – per l’arrivo di qualcuno che sappia riconoscere le nostre potenzialità e vederci come parte integrante di un percorso”. De Simone prosegue lanciando un messaggio sia al presidente uscente, sia a chi eventualmente lo sostituirà: “Salerno merita rispetto.
Perché è un pubblico di un’intelligenza fuori dal comune. Nonostante due retrocessioni e un campionato modesto di C c’erano 15mila spettatori nelle prime partite casalinghe della stagione e, anche domani, ci saranno 7-8mila tifosi che canteranno per la maglia dal primo al novantesimo. Quando scendono in campo i nostri colori siamo tutti uguali: non esistono ceti sociali o differenze di nessun genere, siamo un’unica famiglia che ama la Salernitana e che lega tanti momenti della propria vita quotidiana a una passione che coltiviamo da bambini e che dobbiamo trasmettere alle future generazioni”.
L’evento, moderato con bravura e professionalità dall’addetto stampa del Salerno Club 2010 Andrea Criscuolo, è stato animato anche da un bel dibattito nato spontaneamente tra i relatori e i tanti presenti. Questa l’emozionante chiosa di De Simone: “Sugli spalti siamo sempre in tanti, questa mattina moltissime persone si sono ritrovate in questa sala per la presentazione di un libro perché mosse da un sentimento unanime nei confronti della nostra Salernitana. Ecco, questo conferma quanto sia enorme il potenziale della città e della provincia. Abbiamo lanciato tutti insieme un altro segnale, spero che eventi del genere possano renderci un corpo unico a protezione della nostra squadra. Doveva accadere già contro la Sampdoria, squadra che per tanti motivi non può retrocedere in C: un plauso a chi non ha accettato quell’ingiustizia, protestando con la civiltà e la fermezza che ci contraddistinguono da sempre”.
Chiudiamo con un passo molto toccante di questo meraviglioso libro: “Questo libro non è né tecnico, né sportivo. E’ una raccolta di emozioni, di immagini che non si cancellano, di voci che risuonano come cori. E’ una dichiarazione d’amore alla Salerntiana e a Salerno, che la vive ogni giorno come fosse un sacramento laico. Scrivo per ricordare, per non dimenticare. Scrivo per chi c’era, per chi non c’è più, per chi ci sarà. Scrivo per dire grazie a una squadra che mi ha insegnato a soffrire, a sperare, a non mollare mai. Se leggendo vi commuoverete, sorriderete o ricorderete allora avrò raggiunto il mio obiettivo. Perché questo libro non vuole spiegare, ma vuole farsi sentire. E se ci riuscirà sarà merito della Salernitana , di Don Peppino Soglia a cui rivolgo un pensiero e una dedica speciale. Sempre forza Salernitana”.
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