Sono passati mesi, eppure la beffa non è stata digerita. Ancor di più per le modalità che decretarono la retrocessione della Salernitana e la salvezza di chi era in C da una settimana. L'ex direttore sportivo Marco Valentini, a Liratv, ha ricordato le fasi salienti di una delle pagine più contraddittorie e tristi del calcio italiano:

"La Pasquetta dovrebbe essere un momento di festa e serenità, invece a me porta alla mente un episodio che diede il via a una serie di ingiustizie a nostro danno. Ricordate il rinvio della gara col Cittadella? Noi volevamo giocare il giorno successivo, eravamo già in ritiro lì e ci sentivamo pronti. Al massimo il venerdì dopo, senza slittamenti e calendari ridisegnati. E’ stato il primo mattone di un campionato irregolare. Noi abbiamo chiuso con due trasferte, le dirette concorrenti con due match casalinghi. Per non parlare di Sassuolo-Frosinone: ad aprile il risultato sarebbe stato totalmente diverso e noi ci saremmo salvati senza gli spareggi".

Sulla rivoluzione del calcio italiano dopo la figuraccia della Nazionale l'ex ds è perentorio: "Gravina? La partita della Nazionale ha rappresentato il motivo per avviare un cambiamento, non credo che una qualificazione al mondiale avrebbe risolto problemi che nascondono sotto il tappeto. Spero si metta mano a un sistema che deve ritrovare credibilità. Vedo penalizzazioni, squadre che abbandonano campionati, VAR che non funzionano e classifiche riscritte. Ora basta. Il malato è grave e l’aspirina non basta più. C’è bisogno di una medicina potente perché la situazione è estremamente seria. Non siamo andati ai mondiali per la terza volta di fila, ma è solo la punta dell’iceberg dal punto di vista tecnico. Ci sono norme totalmente da riscrivere e non solo per quanto riguarda il numero di stranieri o i vivai. I criteri per le iscrizioni ai campionati devono essere più stringenti, servono club che investano in infrastrutture”.

Sulle sue difficoltà a Salerno: “Faccio questo mestiere da un po’ di anni e in tutte le società il direttore sportivo spesso diventa un grande mediatore perché vanno messe insieme tante teste con idee differenti. Quanto al mio operato è evidente che il mio lavoro non sia stato perfetto, viceversa ci saremmo salvati a prescindere da quello che ci hanno fatto. Per quello che era il budget a disposizione, però, ho fatto il possibile. Sono arrivato il 2 gennaio e il 12 avevo chiuso otto operazioni di mercato, prendendo buoni calciatori che qui non hanno performato, ma che altrove stanno dimostrando le proprie potenzialità.

C’era un gruppo precedente che aveva delle lacune, non a caso qualcuno ha addirittura deciso di smettere. Il problema non è Salerno, dipende dalla personalità dell’atleta. Prendiamo l’esempio eclatante di Raimondo. A Terni aveva fatto 10 gol, in A a Venezia non la becca mai, firma per la Salernitana in un momento complicato con la voglia di spaccare il mondo ma si spegne perché si rende conto di far fatica sul piano delle prestazioni. Ma non era un giocatore scarso".

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 18:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024