Focus del Corriere dello Sport su Serse Cosmi, insediato da pochi giorni sulla panchina della Salernitana. Ecco una parte dell'articolo dedicato al tecnico perugino:

Ecco un protagonista del vecchio calcio che torna. Applausi. Somiglia a uno di quei contadini dipinti dal pittore fiammingo Pieter Bruegel con un faccione da pitbull, che lui, Serse Cosmi, ha sempre considerato un complimento. Avviandosi ai Settanta, dopo avere allenato, per trentasei anni, quindici squadre in ogni categoria, Perugia, Genoa, Udinese, Lecce fra tante, ultima originale esperienza in Croazia, quattro anni fa, dieci partite sulla panchina del Rijeka, Serse Cosmi torna in pista, annoiato di apparire in televisione a commentare il pallone che il suo carattere sanguigno vuole comandare in diretta, comandando e soffrendo, urlando e gioendo.

Eccolo sulla panchina della Salernitana per un’impresa d’ardimento, terza in serie C, una promozione da tentare. (...) Serse Cosmi è stato dottor
Jekyll nelle tumultuose esibizioni a bordo campo e mister Hyde ricomponendosi davanti alle telecamere a fine partita. Diceva: "Sono un misto di Capello, Zeman e Mazzone, ma il punto di riferimento è Trapattoni perché Trapattoni è un fenomeno disumano, insegna e impara calcio da trent’anni, si è rinnovato una decina di volte e ha giocato con tutti gli schemi possibili". È, Serse, l’ultimo dei trapattoniani, senza rosario e acqua santa, ma con i sani principi di un calcio concreto, ancora puro, mediani e mezzali, terzini e attaccanti, al diavolo i quinti e i braccetti e la superbia della costruzione dal basso, ma tackle, anticipo, trincea e pallone avanti. Studiava tic, abitudini, magagne e pregi tattici delle squadre avversarie per bloccarle e irretirle e sempre gli rese le partite difficili e le batté con gusto sadico. (...)

Sezione: Rassegna stampa / Data: Sab 28 febbraio 2026 alle 10:30 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023