La Salernitana torna da Trapani con tre punti che valgono molto più della semplice vittoria (la nona in trasferta). Il 2-1 maturato al Provinciale certifica la crescita di una squadra che oggi sa soffrire, reagire e colpire nel momento giusto. In Sicilia i granata hanno dato un’altra prova di maturità, ribaltando una gara che si era messa male e confermando una mentalità sempre più solida. Non era una trasferta semplice, perché il Trapani davanti al proprio pubblico (pochi sugli spalti) cercava punti e prestigio, partendo con aggressività e costringendo la Salernitana a un avvio complicato. Nei primi minuti la squadra di casa ha spinto con intensità, creando i presupposti per colpire e mettendo pressione alla retroguardia granata. In quella fase è stato fondamentale Donnarumma, autore di due interventi di spessore che hanno evitato guai peggiori e permesso ai compagni di restare dentro la partita. Il portiere ha risposto da leader affidabile, trasmettendo sicurezza in un momento nel quale il match sembrava prendere un’altra piega.
Il vantaggio del Trapani, arrivato su calcio di rigore, avrebbe potuto lasciare scorie pesanti e invece ha acceso la reazione della Bersagliera. La Salernitana non si è disunita, ha continuato a giocare, ha alzato il baricentro e ha iniziato a far valere la propria qualità nel palleggio e nelle letture. Con il passare dei minuti la superiorità tecnica dei granata è emersa in maniera sempre più evidente. In quel momento è salito in cattedra Ferrari, protagonista della svolta con il gol del pareggio.
Una rete pesante, arrivata nel cuore della partita e capace di cambiare inerzia e umore. Per un attaccante segnare dopo settimane di digiuno vale doppio, ma la prestazione di Ferrari non si è fermata alla conclusione vincente. Il centravanti ha lavorato per la squadra, ha dialogato con i compagni, ha occupato bene l’area e si è rivelato decisivo anche nella giocata che ha portato al gol vittoria. Accanto a lui ha convinto Ferraris, autore di una prova generosa e continua, presente dentro l’azione offensiva e capace di chiamare più volte il portiere avversario all’intervento. I quattro tiri nello specchio raccontano bene il peso specifico della sua gara.
Nella ripresa la Salernitana è cresciuta ancora grazie anche all’impatto dei cambi. Gyabuaa è entrato con forza e personalità, portando corsa e intensità in mezzo al campo. Arena ha garantito ordine e pulizia nelle giocate. Longobardi, impiegato sulla corsia sinistra, si è acceso con iniziative continue e con quella spinta che ha creato problemi alla difesa del Trapani. La squadra di casa, col passare dei minuti, ha perso campo e fiducia, costretta ad abbassarsi sotto la pressione granata. A firmare il successo è stato Boncori al 94’, rete che ha fatto esplodere il settore ospiti e completato una rimonta (ottava stagionale) dal peso enorme.
Questa squadra resta viva fino all’ultimo secondo, corre, insiste, crede nella vittoria. Vincere così non è mai frutto del caso. È il risultato di condizione atletica, convinzione e spirito collettivo. Naturalmente non tutto è stato perfetto. Anastasio ha vissuto una serata difficile, soprattutto nell’episodio del rigore e in alcune letture difensive. Anche Carriero e Lescano non hanno inciso come in altre occasioni, ma proprio qui si misura il valore di un gruppo. Portare a casa i tre punti anche quando qualcuno rende meno del solito significa avere alternative, solidità e uomini pronti a prendersi responsabilità diverse. Sugli spalti c’erano 220 tifosi granata, non il pienone visto in altre trasferte ma una presenza costante e calorosa, capace di accompagnare la squadra dal primo all’ultimo minuto.
Al triplice fischio è stata festa vera, con l’abbraccio ideale tra campo e settore ospiti e con i complimenti arrivati anche da parte di una fetta del pubblico locale per il sostegno incessante mostrato durante tutta la gara. La Salernitana lascia Trapani con una vittoria pesante, con numeri sempre più importanti e con la sensazione di essere diventata una squadra completa. Sa soffrire, sa cambiare pelle durante la partita, sa vincere anche quando il contesto si complica. E nel momento decisivo della stagione questo vale forse più di qualsiasi altra cosa.
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