Mentre l'anno scorso, con Gian Piero Ventura, veniva considerato un titolare quasi inamovibile al netto di una media voto spesso inferiore anche al 5, stavolta ci sarà davvero da sudare e sgobbare per Sofiane Kiyine. Il suo ritorno ha diviso l'opinione pubblica in due tronconi: da un lato c'è chi ritiene possa innalzare il tasso tecnico della rosa e consentire agli attaccanti di ricevere più palloni giocabili, dall'altro chi ricorda ancora con fastidio il rifiuto categorico estivo e i tanti messaggi d'amore mandati alla Lazio mentre la Salernitana si giocava la qualificazione playoff. Mentre Lombardi e Cicerelli (tanto per fare due nomi, e parliamo di giocatori obiettivamente più forti) non hanno esitato nemmeno un minuto e sono tornato  con entusiasmo, il centrocampista marocchino era convinto di trovare spazio nella Lazio, ma era stato bocciato da mister Inzaghi già durante il ritiro di Auronzo, ancor di più dopo la pessima performance nell'amichevole col Frosinone. Senza richieste dalla A ha preso in considerazione il salto all'indietro di categoria, consapevole che Claudio Lotito non avrebbe mai rinforzato una diretta concorrente. Proprio in virtù dei suoi atteggiamenti talvolta indolenti sul terreno di gioco e di un rapporto non idilliaco con parte della tifoseria che spesso lo ha fischiato dalle gradinate dell'Arechi, la dirigenza e lo staff tecnico hanno voluto fare tante valutazioni assumendo, strategicamente, un comportamento chiaro e intelligente. Mentre lui, a suon di selfie e storie Instagram, si annunciava da solo come nuovo acquisto granata immortalando le fasi salienti del viaggio in Campania e del pranzo successivo, Fabiani e Castori frenavano, quasi ignorando l'argomento pur su precisa domanda dei giornalisti. "Non ci sono salvatori della patria. Non parlo di chi non c'è, valuteremo condizione, comportamenti ed efficienza tattica solo dopo la firma e quando sarà a disposizione" il diktat di Castori pre e post Pescara. Della serie: sei uno dei tanti, sei a mia disposizione e giochi se lo meriti e dove dico io. Viceversa stai in panchina. E proprio la presenza di un allenatore meritocratico, sergente di ferro e desideroso di salvaguardare gli equilibri dello spogliatoio vengono ritenute una garanzia da parte dei tifosi. "Se si "castorizza" può fare la differenza" e "Con Castori, al primo giochetto inutile o tiro dai 40 metri, va immediatamente in tribuna" due dei commenti più gettonati. Restiamo dell'idea sarebbe stato meglio investire su Crociata o, comunque, su un altro centrocampista di livello. A questo punto a parlare sia soltanto il campo. Ci fidiamo di Fabrizio Castori. 

Sezione: News / Data: Lun 25 gennaio 2021 alle 13:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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