Nessuna squadra vincente può prescindere da un grande centrocampo. Storicamente la Salernitana ha portato a casa il massimo risultato quando la mediana era composta da calciatori di altissimo livello. Prendiamo a esempio la stagione 1997-98, con Breda e i fratelli Tedesco che giganteggiarono in giro per l’Italia. E, in tempi più recenti, potremmo menzionare Moro, Pestrin, Ciarcià e Soligo che sono stati splendidi protagonisti dei trionfi della Bersagliera.

Se è vero che quest’anno la difesa ha subito tanti gol e l’attacco si è inceppato a ripetizione, è altrettanto vero che il centrocampo ha offerto un rendimento ben al di sotto delle aspettative, al punto che sin dall’estate ci si chiedeva se gli interpreti scelti dal direttore sportivo Daniele Faggiano fossero adatti al sistema di gioco di mister Raffaele che richiedeva mezzali molto dinamiche e bravi a inserirsi nell’area di rigore avversaria senza palla e un mediano che dettasse i tempi con rapidità.

Si è capito da subito che la Salernitana avesse invece delle lacune che hanno spinto frequentemente l’ex allenatore ad adattare Quirini e Villa per avere maggiore incisività in interdizione e, allo stesso tempo, la capacità di trasformare l’azione da difensiva a offensiva. Nel tempo i problemi sono diventati evidenti. Capomaggio ha clamorosamente fatto flop e non ha migliorato le sue performance nemmeno quando è stato schierato sulla trequarti, Knezovic ha palesato quei limiti tattici tipici di un elemento che si ritrova dalla Primavera del Sassuolo alla maglia da titolare a Salerno con la pressione di vincere a tutti i costi da subito. Tascone, anche a causa di qualche problema fisico, non è mai stato il giocatore che ha conquistato la stima della dirigenza, della società e dei tifosi del Cerignola e De Boer, fermo due mesi per una lesione muscolare, è apparso lento, poco combattivo in non possesso e sin troppo scolastico per conferire alla manovra l’imprevedibilità necessaria.

A gennaio Faggiano è intervenuto con Carriero, elemento dai piedi buoni, protagonista in positivo a Trapani, ma che non ha aggiunto al reparto quella velocità invocata da Raffaele. Con la partenza di Varone (che a Gubbio sta facendo benissimo, in questo caso evidenti le responsabilità della precedente guida tecnica nella gestione) è venuto a mancare anche l’unico in grado di metterci cattiveria agonistica, personalità e di garantire qualche gol con quelle conclusioni dalla distanza che spesso hanno determinato in piazze altrettanto prestigiose come Reggio Emilia, Ascoli e Terni. Insomma, un bel problema che ora Cosmi si ritrova ad affrontare in vista del rush finale e degli spareggi promozione.

La scelta del mister è chiara: bocciato il 3-5-2, sarà sempre 4-3-1-2 o 4-4-2, con la possibilità di schierare un trequartista o due esterni di maggiore spinta per compensare le lacune e aumentare il ritmo in fase di possesso. A Crotone, complice la squalifica di Capomaggio (un solo turno, è stato letteralmente graziato dal giudice sportivo), bisognerà inventarsi qualcosa. Gyabuaa è il vero colpaccio del mercato di riparazione e, con la sua corsa, mette una pezza laddove i compagni latitano.

Al suo fianco ballottaggio Tascone-De Boer, con Carriero che torna a disposizione dopo un mese, ma che difficilmente sarà gettato nella mischia dal primo minuto. Alla lunga la Salernitana che ha in mente Cosmi avrà due elementi di spinta e uno di rottura. Carriero-Capomaggio-Gyabuaa sembra il terzetto maggiormente complementare per caratteristiche, mentre nel 4-4-2 uno tra il capitano e l’ex Trapani sarebbe di troppo.

Sezione: News / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 15:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024