Chi legge i miei editoriali sa perfettamente quale sia il mio pensiero. Al netto di qualche difficoltà palesata nelle ultime settimane e di un rendimento oggettivamente molto calante da parte della squadra, indicare in Giuseppe Raffaele uno dei principali responsabili di un campionato sin qui negativo fu assolutamente ingeneroso. Posto che non ci sarà mai la controprova, bisogna sempre ricordare in che condizioni il mister abbia dovuto lavorare in estate, quando solitamente le rose si plasmano sotto il profilo tecnico, tattico e atletico. Invece la Salernitana sembrava una sorta di Grande Fratello, con casting, via-vai, musi lunghi, calciatori in albergo perché prima di firmare bisognava abbassare il monte ingaggi e uomini di mondo che lo bacchettavano nel piazzale antistante la tribuna perché non aveva fatto giocare Maggiore…che era squalificato.

Senza dubbio non ci stanno 19 punti di differenza dal Benevento e in casa sono stati dilapidati punti ampiamente alla portata, ma davvero crede che Mourinho, Ancelotti o Spalletti avrebbero primeggiato per 15 giornate a cospetto di corazzate vere con Donnarumma, Frascatore, Tascone, Matino, Anastasio, Coppolaro, Quirini, Ubani, Knezovic e Varone? E non siamo nemmeno d’accordo con chi lo accusa di aver dato da subito spazio ai nuovi creando una spaccatura all’interno dello spogliatoio. Perché sono finiti in panchina giocatori modesti, normali, che dovrebbero baciare per terra per la possibilità di indossare la maglia granata. Gente che magari ha messo il muso e che non ha dimostrato nulla quando chiamata in causa, persone che hanno mostrato il loro vero carattere nelle difficoltà dichiarandosi pronte ad abbandonare la nave.

Le stesse che ballavano e cantavano sotto la Sud quando si vinceva: ipocrisia allo stato puro. A Raffaele un grande in bocca al lupo per il proseguo della sua carriera. Non meritava fischi, improperi, talvolta offese personale. Si è messo in gioco in un momento difficile della storia granata, ha fatto 50 punti piazzandosi al terzo posto (e di più non si poteva fare) e ha sempre difeso pubblicamente il gruppo lavando i panni sporchi in famiglia.

Ancora una volta chi ha puntato il dito sull’allenatore ha fornito alibi alla proprietà che era – e resta – la principale responsabile. Iervolino domenica era assente all’Arechi, ma si sarà reso conto di cosa hanno combinato? Stadio deserto, tifo freddo, abbonati a casa, organico modesto, gruppo spaccato, ds che difetta nella comunicazione, rosa incompleta. A quando scuse e spiegazioni alla piazza? E vien da chiedersi che fine abbia fatto Milan.

C’è chi dice si sia defilato, ma non leggiamo comunicati di dimissioni quindi viene regolarmente retribuito e ha un ruolo ufficiale importante all’interno della società. Aveva promesso un progetto di pronta risalita, siamo a -19 dalla prima: non dice nulla? Quando si giudica la stagione della Salernitana (e dunque l’operato del mister esonerato) ci si chieda sempre: ma l’obiettivo era vincere il campionato? In caso di risposta affermativa ecco la seconda domanda: cosa è stato fatto per essere competitivi? 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 00:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024