La stagione 2025-2026 della Salernitana è stata segnata, fin dalle prime battute, da una costante emergenza legata agli infortuni. Una scia lunga, quasi ininterrotta, che ha accompagnato l’intero campionato, incidendo in maniera significativa su scelte tecniche, continuità e risultati. I primi segnali arrivano già alla vigilia dei primi impegni ufficiali, con una lesione muscolare che tenne fermo ai box Michael Liguori per oltre 40 giorni e il ko per Eddy Cabianca il 21 settembre nel derby con il Giugliano.

Non andò meglio a De Boer in quel di Casarano, match che vide il centrocampista assoluto protagonista prima di uno stop sempre dettato da una lesione muscolare: oltre due mesi di inattività e Raffaele costretto a gestirlo con cautela fino alla fine del girone d’andata. A novembre le cose non sono andate meglio: neanche il tempo di riassaporare il rientro in campo che Eddy Cabianca, nello scontro diretto col Crotone, si ferma per un’altra lesione muscolare, lasciando un vuoto che costringe lo staff a rivedere più volte l’assetto arretrato, senza mai trovare reale continuità. Dicembre non porta sollievo, ma nuove complicazioni. Il centrocampista Ivan Varone è costretto a fermarsi per un problema fisico che ne condiziona l’impiego e, anche per scelte tecniche, finisce ai margini fino alla cessione al Gubbio.

Nello stesso periodo, l’ex attaccante del Parma Roberto Inglese convive con i soliti problemi alla schiena, tra stop e ricadute che ne limitano continuità e rendimento. L’ultima presenza risale alla sfida di dicembre proprio contro il Trapani: da allora non ha più visto il campo e punta a rientrare per il finale di stagione, tra ultime giornate e possibile playoff. Il momento più delicato arriva con Luca Villa. Uno scontro di gioco, il trauma cranico, la perdita di conoscenza in campo: attimi di paura che vanno oltre il risultato e scuotono profondamente l’ambiente granata, lasciando un segno anche sul piano emotivo.

Con l’inizio del nuovo anno la situazione non si normalizza. La squadra resta sospesa tra campo e infermeria e, soprattutto a centrocampo, le difficoltà diventano strutturali. Basti pensare che Antonucci arriva dal Bari già alle prese con un infortunio: qualche apparizione senza lasciare il segno, poi un nuovo stop che ne impedisce un inserimento continuo. Non fortunati nemmeno Arena (lesione al bicipite femorale della coscia destra) e Brancolini (lesione muscolare): il difensore ex Arezzo potrebbe rivedere il campo proprio sabato prossimo a distanza di oltre un mese.  Il centrocampista Capomaggio si ferma invece prima della sfida interna contro il Benevento per un problema al soleo: uno stop che lo terrà fuori fino ai playoff.

Il colpo più duro arriva nel finale di stagione: si ferma Filippo Berra, proprio contro il Benevento, la sua ex squadra. Il referto medico diffuso nella giornata di giovedì ha confermato per il difensore una lesione di medio grado al bicipite femorale destro, con uno stop di oltre un mese e una presenza a forte rischio per il rush finale.

Una tegola pesantissima nel momento decisivo, soprattutto per un reparto difensivo mai realmente stabile. Ma l’emergenza non ha riguardato solo i casi più evidenti: nel corso della stagione diversi elementi della rosa hanno dovuto fare i conti con problemi fisici che ne hanno limitato impiego e continuità, contribuendo ad alimentare una difficoltà costante. A questo quadro già complesso si aggiunge anche la gestione dei tempi di recupero, spesso più lunghi del previsto e accompagnati da ricadute che hanno ulteriormente ridotto le rotazioni a disposizione dell’allenatore.

Sezione: News / Data: Sab 11 aprile 2026 alle 20:30 / Fonte: La Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
vedi letture
Gaetano Ferraiuolo
autore
Gaetano Ferraiuolo
Caporedattore dal 2024