MEZZAROMA: "Mercato del futuro? Idee più che investimenti. Il mio messaggio agli ultras"

24.05.2020 18:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
MEZZAROMA: "Mercato del futuro? Idee più che investimenti. Il mio messaggio agli ultras"

Intervistato dai colleghi  di Zon, il presidente della Salernitana Marco Mezzaroma ha rilasciato una interessante intervista lanciando un bel messaggio a tutte quelle persone che continuano a sminuire l'importanza del calcio banalizzando verso chi ha messo la ripresa dei campionati tra le assolute priorità. Ecco le sue dichiarazioni:

Sembra che si possa ripartire dopo due mesi e mezzo difficilissimi. 20 giugno data realistica?

“Potrebbe essere una data realistica. Aspettiamo venga ufficializzato il protocollo per gli allenamenti collettivi, già questo rappresenta un grande passo in avanti. Siamo abbastanza pronti e stiamo aspettando il provvedimento definitivo per poi rimettere in moto la macchina organizzativa”.

Se tutto dovesse slittare ancora, si potrebbe pensare ad un cambiamento del format dei campionati professionistici e della B in particolare?

“E’ uno di quegli scenari su cui ha ragionato anche la Federazione, ne stiamo ragionando anche noi come Lega. La cosa preferibile sarebbe riprendere quanto prima, ovviamente concedendo ai calciatori tre settimane di lavoro collettivo per riacquisire un minimo di condizione fisica. Speriamo che arrivi quanto prima questo protocollo, secondo me il 20 giugno è una data assolutamente fattibile. Se non sarà così stiamo valutando il cosiddetto piano B, c’è un consiglio direttivo che in assemblea potrebbe proporre alcune ipotesi di scenario. Nella peggiore delle ipotesi la palla passa alla Federazione, toccherà a loro stabilire il congelamento o l’interruzione dei campionati indicandoci chi retrocederà e chi salirà nella categoria superiore”.

La Lega potrebbe uscirne potenziata da questa situazione di emergenza?

“Abbiamo dato prova di grande equilibrio e di buonsenso. Naturalmente ci sono state posizioni differenti sull’argomento, è giusto e legittimo così. Ognuno fa i ragionamenti che ritiene migliori, ma nelle nostre riunioni abbiamo espresso sempre un orientamento unitario. Ciò fa ben sperare anche in ottica futura, è un segnale positivo e distensivo dopo mesi di tensioni”.

Al Corriere dello Sport lei ha detto che il sistema calcistico poteva uscirne rinforzato. La pensa ancora così?

“La lettera si concludeva con una frase emblematica: se non saremo stupidi potremo cogliere l’occasione per rilanciare il calcio in modo definitivo. Non è semplice, c’è da fare un lavoro che coinvolge tutte le componenti. Il ragionamento riguarda tutto il sistema, è giunto il tempo di finalizzare tutti i ragionamenti legati alla riforma a salvaguardia di uno sport che rischia di saltare. Il Covid ha creato una grossa crisi, ma già prima le cose non andavano benissimo. Con equilibrio e buonsenso di potrà andare avanti”.

Il mondo ultras, però, sembra contrario alla ripresa. Lei cosa pensa?

“Il calcio sconta un pregiudizio di fondo obiettivamente meritato in parte. Superficialmente si parla di ventidue giocatori in mutande che corrono dietro al pallone, immaginando presidenti stupidi che buttano via i soldi consentendo a questa gente fuori dal mondo di vivere nella villa e comprare la macchina di lusso. Non è così. Il calcio fattura miliardi di euro, versa somme importantissime nelle casse dello Stato e dà lavoro a moltissime persone: dai giornalisti agli steward, un mondo che ruota intorno al nostro movimento e che produce. C’è tanta cattiveria, con il luogo comune del “sono ricchi, di cosa si lamentano?” che mi sembra retorico e fuori luogo. Abbiamo cercato di chiedere il meno possibile allo Stato perché ci sono settori  che necessitano di aiuti maggiori e urgenti. A me dispiace la presa di posizione dei tifosi, è avvilente giocare in uno stadio vuoto. Ero a Perugia, una situazione surreale. Giocare non vuol dire essere pazzi, scriteriati o insensibili, ma mitigare danni ingenti. Annullare tutto sarebbe un dramma, stiamo provando a salvare la baracca e il mio messaggio va soprattutto ai calciatori. Le tifoserie non torneranno mai allo stadio se non ripartiremo, bisogna essere chiari su questo”.

Paradossali le scene che arrivano dalla Bundesliga. Il suo giudizio?

“Occorre il buonsenso. E’ una situazione assolutamente eccezionale che ci ha colto impreparati, stiamo imparando a convivere con questo problema lavorando. Ieri sono uscito dal mio ufficio e ho visto un assembramento di giovani senza mascherina all’esterno di un bar: dalla loro parte hanno l’età come giustificazione, ma anche da loro dovrebbe partire un segnale educativo e positivo. Il rischio zero non c’è, in Germania evidentemente vogliono mitigare il più possibile i potenziali danni. La curva dei contagi sta migliorando sensibilmente, parallelamente c’è un sistema economico che poteva saltare definitivamente e impedire ai tifosi di tornare allo stadio perché sarebbero sparite tutte le squadre. Noi monitoreremo tutto ogni giorno per avere un quadro chiaro, con tamponi e test sierologici. Più di questo non si può, ci guidi il buonsenso e speriamo che le cose possano migliorare. Siamo legati al calcio, siamo impegnati per salvare il sistema”.

Da lunedì si procederà a sottoporre i tesserati ai test necessari, come da protocollo. Avete stilato una tabella di marcia?

“Sicuramente ci sarà un periodo quantificato in tre settimane per un lavoro collettivo assolutamente necessario. Una squadra di calcio deve lavorare insieme ,senza distanziamenti. Faremo il nostro screening su tutti coloro che orbitano intorno alla Salernitana, attendiamo l’ufficialità del protocollo che orientativamente già conosciamo. Serve un provvedimento definitivo, ma sono convinto che entro fine settimana prossima ricominceremo a respirare un’aria di normalità”

Rimborso abbonati, come andrà a finire?

“Nessuno aveva preventivato tutto questo lavoro, l’emergenza ci impone di regolarci di conseguenza. Stiamo valutando alcune iniziative sul tema degli abbonamenti, c’è un ragionamento fatto assieme all’area marketing utile ad andare incontro a quei tifosi che ci hanno dato fiducia a scatola chiusa”.

Mister Ventura come ha vissuto questa situazione e resterà in futuro?

“E’ vero che siamo andati molto avanti con i mesi e che slitterà la prossima stagione, se tutto va bene, a settembre. C’è un campionato da giocare e non vorrei che qualcuno se ne dimenticasse. Dobbiamo mantenere la concentrazione tutti, a partire da me e dal mister. Crediamo fortemente nel raggiungimento di un obiettivo rilevante. Ventura è voglioso di ricominciare, mordeva il freno e non vedeva l’ora di tornare in campo. Questo primo anno è stato ottimo, al di là dei risultati: ha trasmesso gioco, personalità e metodologia, la valutazione è positiva e non credo ci saranno particolari difficoltà. A Ventura piace molto lavorare con i giovani, capisce perfettamente come e quando metterli in campo ed è una dote che apprezzo. Il calcio del futuro vedrà una riduzione dei costi e degli investimenti per i motivi di cui vi ho parlato, sarà ancora più necessario compensare tutto con idee ed esperienza. E uno staff tecnico del genere rappresenta una garanzia. Sotto una pietra grezza si può nascondere il gioiello: la programmazione e l’intuito conteranno più dei soldi, abbiamo uno dei più bravi professionisti italiani”.