Basta un semplice accostamento ed ecco riemergere dal nulla i soloni del web ai quali non sembra vero di poter riproporre sui social quelle frasi demenziali che abbiamo letto durante la gestione Lotito-Mezzaroma. “Freno a mano”, “Galleggiamento”, “In A non si può andare” e altre fesserie di questo genere hanno riempito bacheche a iosa, con qualche “romano” che per davvero dovrebbe provare imbarazzo per aver invitato tutti a non celebrare un’eventuale promozione salvo poi sbandierare alla stazione di Salerno prima della partenza per Bologna senza provare un minimo di imbarazzo e facendo leva sulla memoria corta di tanti e la malafede di qualcuno.

E’ bastato leggere il nome di Angelo Fabiani per riesumare dal nulla chi avrebbe dovuto avere la coerenza di non celebrare le imprese sportive della sua Salernitana. Tanto per rinfrescare la memoria: tre campionati vinti, due coppe, ruolo determinante nella prima salvezza in A, bilanci in attivo e capacità di occuparsi di tutto. Compreso il taglio dell’erba al Mary Rosy e le nuove sponsorizzazioni per arricchire le casse sociali. Rispondiamo preventivamente ai commenti dei soliti noti: nessuna sviolinata, tuttora deteniamo il record di Daspo dalla sala stampa e siamo stati “accusati” in diverse occasioni di essere eccessivamente critici. Ragion per cui anche la leggenda metropolitana dell’essere “pro” viene a cadere in un secondo pur avendo rappresentato argomento di discussione per gente che non ha null’altro da fare nella vita.

E in questo contesto di livello così alto poteva mai mancare il riferimento ai babà? Svonja, Tagliavacche, Grillo e via con il solito elenco delle riserve che però dovrebbe partire da Di Napoli, Ciarcià, Pinna, Fusco, Gori, Moro, Pestrin, Scalise, Colombo, Gabionetta, Djuric, Coda, Donnarumma, Sprocati, Gyomber, Ranieri, Ruggeri, Coulibaly,  Ribery, Bonazzoli, Cicerelli, Mantovani, Zortea, Calil, Lanzaro e tanti altri calciatori che oggi, alla loro età, farebbero meglio di molti dei tesserati granata. E ribadiamo quanto detto ieri: puntare su Fabiani (al momento non c’è nulla di concreto, ma una chiacchierata c’è stata) significherebbe ripartire da chi ha vinto più di tutti mostrando la capacità di sopportare critiche e pressioni senza farsi condizionare da uno striscione sotto la sede o da un coro di protesta.

E se al suo fianco dovessero esserci Alberto Bianchi (tra i responsabili dell’area tecnica della Lazio) e Salvatore Avallone (figura che tanto sta mancando in casa granata) c’è davvero qualcuno che avrebbe il coraggio di lamentarsi dopo il disastro di questo quadriennio?

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 14:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024