Sono passate 31 giornate e siamo ormai quasi alla fine di una stagione tutt’altro che soddisfacente per i colori granata. La gara contro il Latina rappresenta la sintesi perfetta di questo campionato, visto che nell’arco dei 100 minuti abbiamo visto praticamente di tutto: il gol del vantaggio, le ingenuità clamorose di Capomaggio e Golemic che hanno complicato la vita ai compagni, il cuore del gruppo che ha raddoppiato in 10 contro 11, i soliti limiti sul piano del gioco, elementi che possono fare molto bene in C e altri che hanno costituito un autentico flop. Insomma, il 2-1 di oggi (ennesima vittoria di misura) consente alla Salernitana di aggiungere tre punti alla classifica e di restare in scia del Cosenza pur dovendosi guardare alle spalle dal ritorno di fiamma di un Crotone in grandissima forma e che sarà il prossimo avversario.
Stavolta ci sarà una settimana a disposizione di Cosmi per preparare al meglio lo scontro diretto ed è legittimo pretendere qualcosa in più sul piano del gioco. E’ vero che 4 punti in tre gare non sono pochi e che il nuovo trainer granata non ha avuto praticamente tempo per imprimere il suo marchio, ma ora è necessario invertire la tendenza rispetto alla Salernitana monotematica e con poche idee che ha contraddistinto la seconda parte dell’era Raffaele. Nelle ultime 5 gare i granata hanno calciato in porta soltanto sei volte e questo è un campanello d’allarme da non sottovalutare.
E non è con falli scriteriati che si dimostra attaccamento alla maglia. Capomaggio e Golemic, tra l’altro capitano e vice capitano, l’hanno combinata grossa. Quell’intervento sul portiere da parte del numero 5, anche piuttosto pericoloso, meriterebbe un provvedimento esemplare da parte della società. Perché la gente è stufa di questi atteggiamenti e Capomaggio compromise già la gara virtualmente vinta contro il Cerignola.
E poi Golemic. Ma come è possibile che un giocatore di tale esperienza, che ha un’occasione dal primo minuto dopo due mesi difficili, faccia quel fallo sul 2-0 in 10 contro 11 in una zona di campo tutt’altro che pericolosa? Cosa scatta nella testa di questi professionisti strapagati e che dovrebbero essere una guida per i più giovani? Anche in questo caso oltre la metaforica tiratina d’orecchie ci aspettiamo una scelta netta del club e dello staff tecnico, altrimenti avere un sergente di ferro in panchina non servirà assolutamente a nulla. Detto questo, è comunque importante arrivare alla prima settimana piena dell’era Cosmi con una vittoria di cuore e di carattere, condita dal gol di Cabianca e dal sigillo di Lescano.
Un pallone giocabile, un gol: mettetelo in condizione di incidere e può essere davvero uno degli attaccanti più forti della categoria. Ma il dato più triste riguarda il numero di spettatori presenti sugli spalti. Meno di 2000 paganti, molti dei 5300 abbonati a casa, tribuna e distinti praticamente deserti e ampi spazi vuoti anche in curva Sud. Gli ultras e lo zoccolo duro hanno dato il proprio apporto, ha fatto bene Cosmi a dire che la vittoria è frutto anche della spinta di chi ha deciso di esserci. Ma in ottica playoff il vero vantaggio di una squadra non particolarmente competitiva sarebbe quello di contare sulla bolgia dell’Arechi.
Se nemmeno dinanzi a questo strappo totale ci sarà uno scatto d’orgoglio da parte della società sarà lecito chiedersi quali siano le reali intenzioni per l’immediato futuro. Iervolino e Milan hanno dilapidato un enorme patrimonio d’entusiasmo, Pagano ha postato frasi sui social che hanno acuito il malcontento esaltando una rosa a -19 dalla prima, Faggiano ha deluso sotto tutti i punti di vista in termini di comunicazione, gestione e campagna acquisti. Un suo esonero, per risultati e innesti, sarebbe stato il minimo sindacale e, comunque vada a finire questo campionato, a giugno ci sarà un’ennesima rivoluzione, con un nuovo ds, una squadra rivoltata come un calzino e la solita cantilena sul progetto triennale. Salerno meriterebbe decisamente di più.
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