Se non si è toccato il FONDO poco ci manca. Tra fake news, sproloqui ricchi di condizionali senza dire nulla e fughe in avanti salvo poi trincerarsi dietro un “dietrofront” che è parola che non copre brutte figure, c’è una Salernitana che sta provando a raschiare il fondo del barile per trovare le energie necessarie per disputare i playoff non da comparsa, ma da protagonista. Intendiamoci: chi vi scrive non cambia idea né vuole passare per incoerente. La rosa è modesta e ricca di lacune in quasi tutti i reparti, il direttore sportivo Faggiano ha commesso una marea di errori, la proprietà senza la B incapperebbe nel terzo flop consecutivo (e nessuna argomentazione parallela potrà essere usata come distrazione di massa, solo gli ingenui possono cadere nella trappola) e il non-gioco della squadra desta preoccupazioni visto che negli spareggi ci si troverà a cospetto o di blasonate ricche di talento o di formazioni organizzatissime e imbottite di giovani carichi d’entusiasmo e che corrono come matti.

Tuttavia, considerando che prima degli spareggi non ci sarà nessuna svolta societaria e che il passaggio da Iervolino a Rufini non è mai stato vicino (se non nella fantasia di qualche amanuense), perché non fare tutti un passo indietro e concentrarsi unicamente sulle speranze promozione? Fossero anche dell’1%, ma vale la pena crederci, ricompattarsi, mettere da parte malumori e prese di posizione e parlare unicamente di campo. Dal post playoff in poi ci sarà tempo per tutto: per la disquisizione sul futuro di Cosmi, per il nome del nuovo direttore sportivo, per il calciomercato, per capire le reali intenzioni di un proprietario ex presidente che, però, ora ha un obbligo morale. Fare un passo indietro!

I gruppi ultras e la tifoseria lo hanno fatto, annullando ogni forma di contestazione e riprendendo la via del dialogo che, in realtà, è stata interrotta dalla società e non certo dal pubblico. Grazie al lavoro prezioso di Pagano dietro le quinte (un AD encomiabile che non si dilegua rispetto a presidenti che mantengono l’onerosa carica ma non si vedono da mesi a Salerno) si è ristabilito un clima di serenità che può fare la differenza. Già domenica sera, pur giocandosi soltanto un terzo posto contro il Picerno, l’atmosfera era magica. Ottimo colpo d’occhio in curva, spinta costante degli ultras, partecipazione emotiva encomiabile degli “irriducibili” di tribuna e distinti, squadra e staff tecnico che invocavano l’apporto del dodicesimo uomo e Cosmi che lanciava messaggi da pelle d’oca in conferenza stampa.

Un mister innamorato di Salerno e che, al netto di una serie di errori e di un gioco forse peggiore di quello espresso dalla Salernitana con Raffaele, andrebbe blindato già oggi anche per dare un segnale di programmazione futura. E quel coro “Ci devi credere”, cui ha fatto seguito il despacito granata, ha sorpreso ed emozionato un gruppo che sta tornando a essere squadra e che ha bisogno come il pane dell’aiuto di Salerno e della sua provincia. Ribadiamo: nulla cancella gli orrori di questi tre anni e i responsabili non vanno visti come “vittime” solo perché c’era il rischio di cedere a chi non poteva probabilmente garantire successi e investimenti milionari.

Ma ora è tempo di stringersi attorno alla maglia godendoci, per quanto possibile, questi spareggi. In fondo il pallone è rotondo e nessuno ha l’Arechi che soffia alle spalle. Per il resto ci sarà tempo per notizie, racconti, approfondimenti e telenovele di cui ad aprile nessuno aveva bisogno e che riportano alla mente i tempi de “La Salernitana ha una nuova società” che videro qualcuno ergersi a protagonista per ostacolare la promozione in A dei granata. All’epoca fallirono su tutta la linea. Oggi hanno perso un’altra occasione per tacere. Forza Salernitana!

Sezione: Editoriale / Data: Gio 23 aprile 2026 alle 00:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024