Il primo casello è stato superato ma l'autostrada verso l'auspicato ritorno in B è ancora lunga, lunghissima. La Salernitana arriva ai play-off da terza della classe del girone C al termine di una regular season di alti e bassi dove la continuità non è stata di certo prerogativa di una squadra segnata dal cambio tecnico. Serse Cosmi porta a casa ciò che serviva: vittorie "sporche" e posizione minima consolidata. Anche a Foggia la sua Salernitana gioca un primo tempo di qualità e personalità, ma nella ripresa arretra troppo e soffre gli assalti dei satanelli. I cambi però fanno la differenza, soprattutto il rispolverato Quirini. Squadra non ancora continua, ma efficace che ha saputo colpire nei momenti giusti. Ha avuto un avvio tatticamente pulito, ha costruito bene i due goal, ha sfruttato gli spazi e ha trovato dalla panchina la rete della sicurezza. Ora arriva il momento decisivo: i play-off saranno un'altra storia.

Storia che parla chiaro: non vince sempre chi è favorita dalle classifiche e dalle quote ma chi meglio interpreta, mentalmente ed atleticamente, un altro, seppur più corto, campionato nel campionato dove non ci si può certo fare esperimenti o chiedere una tipologia di gioco mai ostentata nell'arco della stagione. E allora serve riproporre quello spirito pragmatico e cinico che è stato già nel DNA di questa squadra, basti pensare al modus operandi di castoriana memoria nell'anno del ritorno in A. Il monito è chiaro: per alzare il livello nella fase più calda della stagione, non basterà andare avanti nel punteggio. Una gestione passiva, una pressione saltata, una linea che arretra troppo possono cambiare completamente il destino di una sfida. Servirà restare dentro la partita sempre, con la testa e con le distanze, perchè nei play-off nessuna pausa viene perdonata.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 29 aprile 2026 alle 00:00
Autore: Davide Maddaluno / Twitter: @DavideMaddalun1
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Davide Maddaluno
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