ESCLUSIVA TS- DI CINTIO: "Criteri della C anche in B, possibile. E' tempo di prendere decisioni"

08.05.2020 23:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA TS- DI CINTIO: "Criteri della C anche in B, possibile. E' tempo di prendere decisioni"

“Anzitutto c’è da specificare che l’assemblea si è pronunciata sul blocco delle retrocessioni determinando le società da promuovere nella categoria superiore. In questa fase della stagione il format non può variare: per le prime dei tre gironi non ci sono problemi perché hanno una distanza siderale dalla seconda, quanto alla quarta è stato previsto un criterio che premierebbe il Carpi. Non ci dovrebbero essere nemmeno ripescaggi dalla serie D. Sostanzialmente queste sono le decisioni assunte, ma servirà comunque l’ok del Consiglio Federale che rappresenta l’organo supremo del calcio. Ricorsi? Si possono fare per qualsiasi tipologia di provvedimento emesso, bisogna capire contro chi si farebbe questo ricorso. La compattezza dei club mi sembra evidente, al netto di qualche voto contrario che andava messo in preventivo”. Così l’avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo, ai microfoni di TuttoSalernitana.

Il Bari e la Lega Nazionale Dilettanti, tuttavia, preannunciano battaglia: “Sono decisioni assunte da una parte del sistema federale, ottenere un’ampia maggioranza era abbastanza semplice. Il punto che ha avuto maggiori discussioni riguarda la quarta società da promuovere in serie B: i presidenti erano compatti, ci sono stati 23 voti a favore e il criterio del merito sportivo ha avuto ampio consenso. Chi viene penalizzato da questa decisione ha interesse a contestare il tutto capendo, tuttavia, su quali presupposti costruire un eventuale ricorso. Chi ci dice che un criterio sia giusto rispetto ad un altro? L’assemblea, ad ogni modo, dovrà attendere la ratifica del consiglio federale. Le 9 promosse dalla D? Il presidente Ghirelli ha precisato che si tratta del prezzo da pagare per un eventuale blocco dei ripescaggi. Vorrei ricordare che la Lega Nazionale Dilettanti avrà un suo peso nella decisione finale”. Ancora sulle parole di Ghirelli: “Non credo che la B a 40 squadre sia una fake news, chi dà la notizia ha effettuato le proprie verifiche come ogni giornalista serio. Evidentemente qualcuno ha avuto riscontri e, pur tutelando la fonte, ci ha dato questa informazione. Ho letto le parole di Ghirelli, termini abbastanza forti e poco rispettosi”. Chiosa sulla serie B: “Bisogna trovare un criterio che possa uniformare la classifica nonostante la differenza di gare da giocare tra le varie compagini. Quanto fatto in C potrebbe accadere anche in altre categorie, si potrebbero determinare i verdetti calcolando un coefficiente sulla base del rapporto tra le partite giocate. La Lega Pro ha percorso questa strada, vedremo se in B ci saranno provvedimenti diversi. Il format prevede quattro retrocessioni e tre promozioni e questo non può essere cambiato salvo un decreto straordinario che blocchi le retrocessioni in tutti i campionati italiani. In questo caso, però, aumenterebbero i club professionistici e ciò si scontrerebbe con le idee generali del sistema che va verso una diminuzione”.

Infine ancora sui ricorsi e sul possibile intervento della politica: “Sono abbastanza avvezzo a questa domanda, sono contento di poter rispondere: ogni attività imprenditoriale prevede dei ricorsi. Sembra, però, che il ricorso spaventi più del Coronavirus. Cosa dovremmo fare, bloccare tutto per sempre? Lo scontento ci sarà sempre e ha diritto di far valere le proprie ragioni davanti ad un giudice. Mi piacerebbe che questo tema andasse in secondo piano: concentriamoci a migliorare il sistema attraverso delle scelte che forniranno garanzie in futuro. C’è un teatrino politico laddove sembra che nessuno voglia assumersi le responsabilità e il balletto “avanti-indietro” crea confusione anche nella cittadinanza. Non bisogna sempre guardare alla Germania, come se fossero loro a doverci dare il permesso per giocare le partite. In ogni situazione scontiamo limiti, modi di essere e decisioni. Così non va bene”.