La difesa sotto accusa, ma gli ex granata invitano a guardare oltre i numeri. Negli ultimi anni la Salernitana ha spesso chiuso i campionati con uno dei peggiori rendimenti difensivi della categoria e l'orientamento della società verso la conferma di gran parte dell'attuale organico apre inevitabilmente il dibattito. È davvero un rischio ripartire dagli stessi interpreti? E quanto hanno inciso, sul rendimento del reparto arretrato, le difficoltà del portiere e la mancanza di filtro da parte del centrocampo? Per analizzare il tema abbiamo raccolto le opinioni di quattro ex protagonisti della storia granata, Luca Fusco, Frederic Veseli, Luigi Vitale e Ivan Radovanovic. Pur con sfumature diverse, il loro giudizio converge su un punto: le responsabilità non possono essere attribuite esclusivamente alla linea difensiva.
Per Luca Fusco il tema va letto soprattutto in funzione del progetto tecnico che verrà impostato. «La riconferma di molti giocatori dipenderà anche dall'allenatore e dalle sue idee. Questa difesa ha vantaggi legati alla struttura fisica e alla forza nei duelli, ma può avere limiti nella costruzione del gioco. Nella prima parte della stagione erano stati scelti difensori con caratteristiche molto simili tra loro, giocatori di categoria ma lenti e fisici. Con un calcio propositivo e tanti spazi lasciati alle spalle, questa situazione ha creato difficoltà. Da gennaio qualcosa è migliorato con innesti dalle caratteristiche diverse. Se sarà confermato Cosmi, conosce già il gruppo e saprà valutare chi tenere». Fusco allarga poi il discorso all'intera squadra. «Quando una difesa prende tanti gol non penso mai che la colpa sia soltanto dei difensori o del portiere. Anche Donnarumma in alcune occasioni non è stato impeccabile, ma non può essere l'unico responsabile. Mi piace parlare di blocco squadra. Dagli attaccanti ai centrocampisti, tutti devono contribuire alla fase difensiva».
Sulla stessa linea anche Frederic Veseli, che individua nella mancanza di continuità uno dei problemi principali. «Quando una difesa subisce tanti gol, una delle ragioni è la mancanza di continuità, organizzazione e identità. Negli ultimi anni la Salernitana ha cambiato tanti allenatori ed è difficile trovare solidità difensiva in queste condizioni. Non credo ci sia un colpevole preciso. È una questione di organizzazione e di abitudini. Se una squadra lavora per più tempo con la stessa idea di calcio, i reparti imparano a conoscersi e si crea una catena tra difesa, centrocampo e portiere. I continui cambi non aiutano».
Anche Luigi Vitale non se la sente di puntare il dito soltanto contro i difensori. «Non si può giudicare un singolo reparto perché in campo scende un collettivo. Se una formazione ha la peggior difesa significa che probabilmente non è stata aiutata abbastanza né dal centrocampo né dagli attaccanti. Questa è la risposta più giusta. Se un difensore è costretto a difendere continuamente e senza sostegno, diventa tutto più difficile». Sul ruolo del portiere aggiunge: «È chiaro che qualche parata può aiutare, ma se il reparto arretrato è costantemente sotto pressione diventa difficile non subire gol. Oggi il calcio è più veloce e offensivo. Se non c'è organizzazione tra i reparti si fa molta fatica».
Infine Ivan Radovanovic sottolinea l'importanza del lavoro del centrocampista davanti alla difesa e della continuità tra gli interpreti. «Il filtro del centrocampo è fondamentale. Ho giocato per tanti anni davanti alla difesa e ho capito quanto sia importante avere sempre un uomo a protezione quando la squadra attacca. È un ruolo che garantisce equilibrio e impedisce alla squadra di esporsi alle ripartenze». L'ex granata richiama poi la sua esperienza in maglia granata. «Con Fazio e Gyomber ci conoscevamo a memoria. Bastava uno sguardo per capirci. La continuità è fondamentale perché la difesa ha bisogno di giocatori che stiano insieme a lungo. Anche il rapporto fuori dal campo aiuta a migliorare l'intesa durante le partite. Per me una squadra deve sempre partire dalla stabilità difensiva».
Il tema resta particolarmente attuale anche alla luce delle strategie che la Salernitana sta valutando per la prossima stagione. La volontà di confermare una parte consistente dell'organico nasce infatti dalla necessità di dare continuità a un gruppo che, soprattutto nella seconda parte del campionato, ha mostrato segnali di crescita sotto diversi aspetti. Proprio per questo il dibattito sulla tenuta della difesa divide tifosi e addetti ai lavori. Da un lato c'è chi ritiene necessario intervenire con decisione sul reparto arretrato, dall'altro chi sostiene che i numeri negativi siano il risultato di problemi strutturali che hanno coinvolto l'intera squadra. Le opinioni raccolte tra gli ex granata sembrano andare in questa seconda direzione e invitano a una valutazione più approfondita rispetto alla semplice lettura delle statistiche.
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