AMARCORD: il Pisa di Anconetani e quel match a Salerno con la Curva Sud dalla parte dei toscani

04.06.2020 22:30 di TS Redazione   Vedi letture
Fonte: il Mattino
AMARCORD: il Pisa di Anconetani e quel match a Salerno con la Curva Sud dalla parte dei toscani

Si ricomincia da Salernitana-Pisa e si giocherà... nell'acquario: assenza di suoni, spalti deserti, svuotati d'incasso e di passione. Il co-patron Lotito, da presidente della Lazio, pensa di riempire i gradoni dello stadio Olimpico di Roma con i cartonati. Potrebbero farlo anche altre società: servirà per creare effetto scenico e per «catturare» l'occhio del pubblico, stavolta quello televisivo. La Salernitana ci pensa, l'ipotesi delle sagome è percorribile, è un'idea ma non ancora una macchia d'inchiostro sul taccuino.

IL PRECEDENTE Al tempo del Covid, l'assenza di tifosi per la sfida ai toscani è uno «schiaffo» al passato, vecchio di ventisei anni. Nel 1994, stagione di trionfi granata (la promozione in B sarebbe poi arrivata allo stadio San Paolo contro la Juve Stabia) e di lacrime nerazzurre, salernitani e pisani hanno anche fatto il tifo insieme in curva Sud. Accadde nel giorno dello spareggio contro l'Acireale, giocato a Salerno. Quel giorno, il popolo dell'ippocampo si schierò. Era il Pisa di Anconetani e ai salernitani il passionale Romeo risultava assai simpatico. Fu furbo e sornione, il patron dei toscani. Facendo leva sui legami della propria consorte con la Costiera Amalfitana la signora Agata Bonomo, che lui chiamava affettuosamente Titina, era originaria di Vietri sul Mare il presidente del Pisa invitò i salernitani all'adunata. E per convincerli, per «tirarli dalla propria parte» nello spareggio salvezza contro l'Acireale, decise di presentarsi con tutta la squadra in tribuna, allo stadio Arechi, in occasione delle prove generali di playoff Salernitana-Lodigiani, semifinale di ritorno. Diluviò e la partita durò appena 20 minuti: fu necessario ripeterla. Però ad Anconetani un tipo scaramantico, uno che non aveva vergogna di versare chili di sale sul terreno di gioco, prima delle gare decisive bastò uno spicchio di vigilia per ingraziarsi i salernitani o almeno una parte. La mossa a sorpresa fu far vestire di granata tutto il Pisa, che prese posto in tribuna. Furono distribuiti anche biglietti per la partita con l'Acireale che sarebbe andata in scena poche ore dopo. Gli ultras non presero posizione ma alcune centinaia di tifosi della Salernitana decisero di seguire lo spareggio salvezza nel settore dei pisani (la curva Sud) sventolando anche qualche bandierina granata con la lettera B, di buon auspicio. Farris, il calciatore dei nerazzurri allenati da Bersellini, avrebbe dovuto sposarsi ma la data dello spareggio, che venne posticipato, lo costrinse a rimandare anche le nozze. Fu un pomeriggio caldissimo, per cuori impavidi, deciso il 14 giugno 1994 ai calci di rigore, sotto lo sguardo attento del salernitano Boggi, l'arbitro della partita. Prima della «lotteria», la curva Sud intonò qualche coro per far disunire Amato, il portiere dell'Acireale, che invece fu subito protagonista. Tempo prima, proprio sotto la stessa curva, aveva ipnotizzato il rigorista della Salernitana Pietro Strada: un segno del destino. L'Acireale di Papadopulo neppure avrebbe dovuto partecipare a quel campionato cadetto. Accadde in seguito allo scandalo Siracusa-Perugia: la «piccola» realtà isolana ottenne l'ammissione in B per l'annata 1993-1994, in virtù della revoca della promozione dei perugini, che avevano battuto a Foggia proprio l'Acireale nello spareggio promozione. Sul dischetto per i siciliani, contro il Pisa, si presentò anche un giovane Mazzarri. Rigore decisivo battuto da Giacomino Modica, che poi sarebbe diventato pupillo di Zeman e suo vice allenatore a Salerno. Pisa retrocesso in C dopo sedici anni (e poi fallito), nonostante il sostegno della curva Sud. Che adesso sarà vuota, perché conterà solo giocare e fatturare.