A Foggia la Salernitana si gioca molto più di una semplice partita. La trasferta pugliese rappresenta un passaggio chiave in ottica playoff. Un esame di maturità che potrà dire tanto sulle reali ambizioni della squadra e sulla capacità del gruppo di reggere pressione e tensione in una serata dal peso specifico elevatissimo. Il match si disputerà a porte chiuse, ma sarebbe un errore pensare a un clima freddo o neutrale. In città si respira agitazione da giorni, con tanti sostenitori rossoneri pronti a ritrovarsi comunque nei pressi dello stadio e nei punti di aggregazione per accompagnare idealmente il Foggia in una gara considerata decisiva per il futuro del club.

Proprio per questo cresce l’attenzione sul fronte ordine pubblico, tema centrale nelle ore che precedono il match. La presenza di tifosi senza accesso sugli spalti, la posta in palio e la rivalità sportiva rendono necessario un monitoraggio costante. Parallelamente, diversi club granata hanno chiesto la presenza del patron Danilo Iervolino, ritenuta importante per far sentire vicinanza alla squadra e rafforzare il senso di unità in una trasferta delicata e carica di insidie. Sul piano tecnico Serse Cosmi punta a chiudere al terzo posto con una vittoria, ma inevitabilmente dovrà gestire uomini e risorse. Gyabuaa non è ancora al top della condizione e potrebbe partire dalla panchina, così come Ferraris, diffidato e quindi candidato a una gestione prudente per evitare rischi in vista degli spareggi.

Si aprono così spazi importanti per chi nell’ultimo mese ha trovato meno continuità e adesso spera in una chance dal primo minuto o a gara in corso. In corsa per una maglia ci sono Matino, Carriero, Antonucci e Molina, elementi che possono garantire freschezza, motivazioni e voglia di lasciare il segno nel momento decisivo della stagione. C’è poi il capitolo legato ai numeri, che spesso racconta molto del cammino di una squadra. Donnarumma si appresta a chiudere la regular season con un record personale di assoluto rilievo: titolare in 38 partite su 38. Un dato che certifica continuità, affidabilità e rendimento costante. L’ultimo portiere granata capace di una simile striscia fu Gori, preceduto da Pinna. Anche questo dettaglio spiega la solidità costruita nel corso dell’anno.

La Salernitana va inoltre a caccia della decima vittoria lontano dall’Arechi, traguardo che confermerebbe il rendimento eccellente in trasferta. Solo il Benevento ha fatto meglio fuori casa. La Bersagliera ha già espugnato Cosenza, Giugliano in Campania, Monopoli, Altamura, Picerno, Atalanta U23, Sorrento, Crotone e Trapani, dimostrando personalità e capacità di adattarsi a contesti differenti. Dall’altra parte, però, ci sarà un Foggia ferito e affamato. In casa i pugliesi hanno raccolto appena 20 punti, con 5 vittorie, 5 pareggi e 8 sconfitte, segnando solo 15 reti. Nessuno ha fatto peggio, ma quando c’è in palio la salvezza i numeri passano in secondo piano. In caso di sconfitta, infatti, il rischio retrocessione in Serie D diventerebbe concreto e pesantissimo per una piazza storica e passionale.

È anche per questo che alcuni esponenti politici locali hanno proposto l’installazione di maxi schermi in città, così da permettere ai tifosi di seguire la partita nonostante i cancelli chiusi. Un segnale forte, che racconta meglio di ogni slogan quanto il match venga vissuto come vitale. Sullo sfondo riaffiora anche un precedente storico che inquieta il mondo rossonero. Nella stagione 1997-98 il Foggia si giocava la salvezza contro una Salernitana già promossa in Serie A. All’Arechi, davanti a 28 mila spettatori, i granata vinsero 3-2 condannando i pugliesi. Oggi quel ricordo torna come un’ombra sulla vigilia. Ma il calcio vive di presente, non di nostalgia. E la Salernitana sa che per arrivare fino in fondo dovrà dimostrare di saper vincere anche dove l’aria pesa di più.

Sezione: News / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 18:30 / Fonte: La Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024