A ventiquattr'ore dal fischio d'inizio di Salernitana-Frosinone, con 30mila biglietti già venduti e i tifosi granata pronti a sostenere la propria squadra nella battaglia salvezza, ecco il colpo di scena degno del miglior teatro dell'assurdo: la Lega Serie B decide improvvisamente di rinviare i playout. Motivo? Il Brescia potrebbe ricevere una penalizzazione di 4 punti per irregolarità nei pagamenti di febbraio, cambiando così tutto il panorama delle retrocessioni.
La tempistica è talmente sospetta da far invidia ai thriller più intricati. La notizia del rinvio arriva quando il tecnico della Salernitana, Marino, aveva appena concluso la conferenza stampa pre-partita e la squadra ciociara stava caricando i bagagli sul pullman diretto a Salerno. E pensare che questa indagine sul Brescia pendeva da fine febbraio! Ma guarda caso, il fulmine a ciel sereno si abbatte proprio ora, quando può salvare miracolosamente la Sampdoria dalla retrocessione diretta.
Ed ecco spiegato l'enigma che ci attanagliava tutti: perché i blucerchiati continuavano ad allenarsi con dedizione nonostante la retrocessione? Evidentemente a Genova qualcuno aveva già ricevuto il promettente sussurro che l'impossibile stava per diventare possibile. Una premonizione degna delle migliori sibille!
LA GENIALITÀ DELLA STRATEGIA
La mossa è stata chirurgica: rinviare i playout senza cambiare la classifica, creando un limbo amministrativo in attesa di una sentenza che, guarda caso, potrebbe salvare la Sampdoria e condannare il Brescia. Se avessero fatto disputare i playout come da calendario e poi penalizzato il Brescia, i doriani sarebbero rimasti in Serie C, ma così... abracadabra! La magia è servita!
L'ANALISI GIURIDICA CHE LASCIA A BOCCA APERTA
E qui viene il bello. La normativa sportiva è chiarissima, come evidenziato nel documento del giugno 2023 sulle "Disposizioni urgenti per lo svolgimento dei processi sportivi". Il comma 2 specifica senza mezzi termini che le disposizioni sulla postposizione delle sanzioni "non si applicano alle sanzioni inflitte per i procedimenti che derivano dal mancato pagamento degli emolumenti, delle imposte e contributi riferiti ai rapporti di lavoro".
Tradotto per i non addetti ai lavori: se una squadra non paga stipendi e contributi (esattamente il caso in questione del Brescia), la penalizzazione va applicata subito, senza attendere l'esaurimento dei gradi di giudizio! E allora perché bloccare tutto? La risposta è talmente evidente che persino un bambino la capirebbe: era l'unico modo per consentire alla Sampdoria di rientrare miracolosamente in gioco.
UN PRECEDENTE SCOMODO CHE NESSUNO CITA
Nel 2019, con il Palermo in difficoltà finanziarie, Venezia e Salernitana disputarono comunque i playout in un caos burocratico epico, con i veneti che si ritrovarono poi in B a luglio dopo il ripescaggio. Stavolta, invece, hanno fermato tutto preventivamente. Perché questa differenza di trattamento? Il sospetto che ci sia un "disegno superiore" per favorire la blasonata Sampdoria è più forte del profumo di ragù della domenica.
COSA DOVREBBE FARE LA SALERNITANA?
La situazione è paradossale, ma la Salernitana avrebbe una carta da giocare: presentarsi domani all'Arechi come se nulla fosse, pronta a disputare la partita originariamente in calendario. In caso di assenza del Frosinone (ormai certo della salvezza dopo questa pantomima), potrebbe richiedere la vittoria a tavolino e, soprattutto, avrebbe una base solida per un futuro ricorso basato proprio sulla normativa citata che non consente rinvii per queste tipologie di infrazioni.
UNA TRAGICOMMEDIA ALL'ITALIANA
Mentre la Salernitana e i suoi 30mila tifosi restano con un pugno di mosche, mentre il Frosinone festeggia una salvezza caduta dal cielo, e mentre il Brescia si prepara a battaglie legali infinite, la Sampdoria sorride sotto i baffi per questo regalo inaspettato.
La Salernitana ha scoperto, con la stessa delicatezza di un calcio nei denti, che nel circo italiano chiamato Serie B la parola "regolamento" è solo un simpatico soprammobile. I 30mila tifosi granata che hanno speso soldi veri per biglietti di una partita fantasma possono consolarsi: almeno hanno i seggiolini dell'Arechi su cui piangere! Mentre loro preparavano sciarpe e bandiere, in qualche stanza col parquet e vista panoramica, un signore in cravatta sorseggiava prosecco decidendo che le norme sono come le diete: valgono fino al primo tiramisù. Eccolo qua, il glorioso calcio italiano: dove le retrocessioni si decidono a penna, le salvezze cadono dal cielo come manna, e l'unico vero talento richiesto non è saper calciare un pallone, ma avere l’angelo custode giusto laddove conta. Non preoccupatevi dei risultati sul campo: sono solo un fastidioso dettaglio in un sistema dove il vero arbitro non ha il fischietto, ma la toga.
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